I familiari non fanno in tempo Totò Riina è morto da solo

I familiari del boss Totò Riina non sono riusciti a incontrarlo prima che morisse nonostante il permesso straordinario ricevuto dal ministro della Giustizia che, ieri, viste le condizioni del detenuto, aveva autorizzato la visita. Secondo indiscrezioni, la figlia minore del boss sarebbe ancora a Corleone. Riina aveva quattro figli: uno è detenuto e sta scontando l’ergastolo per quattro omicidi e il minore, dopo una condanna a otto anni per mafia, è sorvegliato speciale. La più piccola delle due figlie femmine vive a Corleone, mentre la maggiore si è trasferita da anni in Puglia.

“Un funerale pubblico non è pensabile. Ricordo la scomunica del Papa ai mafiosi, la condanna della Chiesa italiana che su questo fenomeno ha una posizione inequivocabile. La Chiesa non si sostituisce al giudizio di Dio ma non possiamo confondere le coscienze”. Lo dice all’ANSA il portavoce della Cei, don Ivan Maffeis.

“Con la morte di Totò Riina è finito il delirio di onnipotenza del capo dei capi di Cosa nostra, ma la mafia non è stata sconfitta e quindi non bisogna abbassare la guardia”. È il commento inviato al Sir da mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, alla morte, stanotte, di Totò Riina. “Il compito della Chiesa – prosegue – è quello di educare le coscienze alla giustizia e ala legalità e di contrastare la mentalità mafiosa. Ancora non ho informazioni se e quando la salma di Riina sarà trasferita a Corleone. Trattandosi di un pubblico peccatore non si potranno fare funerali pubblici. Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero”.

(ANSA)

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