Il Movimento per Firetto sindaco di Agrigento fuori da “Agrigento 2020”

Il Movimento per Firetto sindaco di Agrigento, coordinato dagli ex consiglieri comunali di Agrigento, Nello Hamel (nella foto) e Giuseppe Licata, non partecipa al tavolo della coalizione cosiddetta “Agrigento 2020”. Lo stesso Movimento per Firetto sindaco di Agrigento, tramite Hamel e Licata, afferma : “riteniamo che in questo momento l’invito a partecipare al tavolo di Agrigento 2020 non sia accettabile perché non siamo alla ricerca di alleanze preconfezionate. Pur guardando con estrema attenzione e riconoscimento al percorso moderato del Partito democratico e delle altre forze omogenee, riteniamo che l’approccio iniziale sia sbagliato e non sia sufficiente a recuperare il rapporto corretto con i cittadini disillusi dai disastri di certa politica”. (27.12.2014)

 

Ecco il testo integrale dell’ intervento di Hamel e Licata :

“Abbiamo ricevuto l’invito a partecipare alla riunione del coordinamento della Coalizione Agrigento 2020 che tende ad organizzare un’ampia e variegata rappresentanza di partiti e di movimenti nella prospettiva delle prossime elezioni amministrative ad Agrigento e, pertanto, ringraziamo il segretario del PD Giuseppe Zambito per avere esteso l’invito anche all’area da noi rappresentata.

Appare, tuttavia, evidente che qualsiasi ragionamento o programma di aggregazione non può prescindere da un’attenta riflessione sulla crisi di credibilità delle forze politiche e della sempre più rarefatta disponibilità dei cittadini a partecipare ed essere coinvolti nell’agone elettorale.

Pertanto, sarebbe oltremodo deleterio pensare di recuperare una credibile legittimazione ed una proposta elettorale vincente, per la prossima competizione amministrativa, cercando soluzioni di tipo tradizionale che, a nostro giudizio, sono fuori tempo ed inadeguate a dare una risposta credibile ed un segnale di discontinuità rispetto agli errori del passato.

Il nostro movimento nasce proprio dalla percezione della necessità di cambiare radicalmente il modo di organizzare la politica e questo, soprattutto, quando la finalità che si vuole raggiungere è il governo del territorio locale, la gestione dei bisogni più immediati dei cittadini e la programmazione del processo di rilancio del ruolo delle istituzioni democratiche.

Il cambiamento, in questo senso, significa mettere al centro di ogni scelta politica l’obbiettivo del raggiungimento di un livello di credibilità in grado di far superare le delusioni generate da un sistema incancrenito ove il politicismo, l’arroccamento della classe dirigente, il clientelismo hanno delegittimato i partiti, rendendoli spesso invisi ai loro stessi elettori.

In questo senso, a noi pare opportuno che, in questa circostanza, serva uno sforzo che vada oltre gli schieramenti. Chi pensa di risolvere tutti i problemi con una logica di puro schieramento, o peggio, di una grande coalizione con semplici finalità elettorali, crediamo sia lontano dall’aver percepito la drammaticità della situazione in cui oggi si Agrigento.

Le primarie possono funzionare, possono coinvolgere i cittadini, ma non sono la panacea che colma le lacune programmatiche e strategiche che devono stare alla base di ogni iniziativa politica e, soprattutto, non sono una risposta alla richiesta di cambiamento che reclama il territorio di Agrigento.

Le primarie, in queste condizioni, sono una capitolazione della politica rispetto alla capacità di individuare una leadership forte e credibile alla quale affidare il nuovo governo della città di Agrigento.

Le primarie, infatti, perdono ogni significato se vengono ridotte al semplice impegno di apparato o, ancor peggio, alla celebrazione di un rito che serve ai partiti per sollevarsi dalla responsabilità delle scelte e trovare una semplice testa d’ariete da utilizzare nella strategia elettorale, demandando ad altri le proprie responsabilità.

Appare evidente che, al di sopra degli interessi di parte, bisogna trovare una soluzione che apra un nuovo corso ad Agrigento, senza improvvisazioni, valorizzando la competenza e l’esperienza amministrativa del nostro candidato a Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, accettando il principio che andando a governare Agrigento, in coerenza con i nostri valori di riferimento, possa essere sganciato dai tatticismi e possa organizzare una squadra di qualità che persegua un progetto di cambiamento e di risanamento, senza essere il frutto di una lottizzazione o ripartizione dei poteri.

Per tutte queste ragioni, per le emergenze drammatiche del nostro tempo, per la necessità da tutti percepita di dare risposte concrete ai bisogni delle fasce sociali più fragili, per una visione del governo locale innovativa e dirompente nelle strategie, per creare una rete di convergenze senza pregiudizi con le realtà più sensibili presenti nel territorio, noi riteniamo che in questo momento l’invito a partecipare al tavolo di Agrigento 2020 non sia accettabile perché non siamo alla ricerca di alleanze preconfezionate, e pur guardando con estrema attenzione e riconoscimento al percorso moderato del PD e delle altre forze omogenee, riteniamo che l’approccio iniziale sia sbagliato e non sia sufficiente a recuperare il rapporto corretto con i cittadini disillusi dai disastri di certa politica”.

Agrigento, 27 dicembre 2014

I coordinatori del Movimento per Firetto Sindaco di Agrigento
Nello Hamel Giuseppe Licata

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