Il presidente del Senato Casellati prima a Capaci e poi in via D’Amelio

Prima la tappa davanti alla stele commemorativa per la strage di Capaci, poi quella in via D’Amelio dove persero la vita il giudice Borsellino e i suoi “angeli custodi”. Il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è arrivata oggi in città per rendere omaggio alle vittime di mafia come i due magistrati, i loro familiari nonché gli uomini e le donne della scorta. “Dobbiamo ricordare tutti e tutti i giorni che la lotta alla mafia è una priorità, perché questa battaglia – ha dichiarato la seconda carica della Repubblica – sia compiuta e per rappresentare che lo Stato c’è che non può soltanto limitarsi a contrastare la criminalità ma per mettere in moto il Paese e questa Regione attraverso anche delle altre misure come per esempio attivare l’occupazione e il lavoro e significa rendere liberi dal bisogno”.

Tra i presenti in via D’Amelio il prefetto Prefetto Antonella De Miro, il sindaco Leoluca Orlando, il questore Renato Cortese, il comandante interregionale dei Carabinieri, il generale Luigi Robusto, il comandate della Legione Sicilia, il generale Giovanni Cataldo, il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Antonio Di Stasio, il comandante provinciale della Finanza, il generale Giancarlo Trotta. Prima di deporre la corona la seconda carica dello Stato si è soffermata a lungo con il sindaco Orlando. “Ogni volta che si apre una scuola, si trova un posto di lavoro e si fa qualcosa per una cittadinanza attiva, questo qualcosa simbolicamente vale molto di più quasi vale come l’arresto di un mafioso”, ha detto il presidente Casellati.

“Sono venuta qui per onorare la memoria di Falcone e di Borsellino. Sono qui in questo posto, anche simbolico, perché comunque ha il significato della rinascita, della vita, l’ulivo dal quale si produce l’olio che significa quindi vita. Onorare la memoria significa ricordare sempre che la lotta alla criminalità organizzata è una vera priorità e che lo dobbiamo ricordare tutti, tutti i giorni, perché questa battaglia sia compiuta”. Il presidente ha deposto una corona anche in via D’Amelio, davanti all’albero di ulivo in memoria del giudice e dei cinque agenti della sua scorta, uccisi nella strage del 19 luglio del 1992. Presenti anche degli studenti di Susa, in provincia di Torino.

 

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