Inchiesta “Artemisia”: Pilotate 70 pensioni di invalidità

Un accordo fondato sulla corruzione tra l’ex deputato regionale Giovanni Lo Sciuto e il medico Orlando, ex responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, fino al maggio 2016. È uno dei punti chiave dell’inchiesta della Procura di Trapani che, nell’area di Castelvetrano, con il comune sciolto per mafia, è sfociata in una raffica di arresti: in tutto 27 tra cui alcuni personaggi eccellenti come lo stesso Lo Sciuto, eletto tra gli autonomisti del Mpa e poi transitato in Forza Italia, e l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio pure lui di Forza Italia. La concessioni delle pensioni di invalidità è uno degli elementi principali dell’indagine. Il medico Orlando, che poi divenne collaboratore esterno dell’Inps come rappresentante di categoria nelle commissioni invalidità civili, secondo gli investigatori veniva corrotto da Lo Sciuto con regalie e altri favori. Lo Sciuto sarebbe intervenuto affinchè l’ex Rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e destinatario di informazione di garanzia, assegnasse un posto di ricercatrice con borsa di studio, pari a 3 mila euro l’anno a favore di Miriam Orlando (figlia di Rosario Orlando, prima degli esclusi in graduatoria) presso l’università di Palermo. Per questo episodio Lagalla figura tra gli indagati con l’accusa di corruzione. E in cambio Lo Sciuto avrebbe ottenuto da Orlando la concessione di numerose pensioni di invalidità, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge, a soggetti da lui indicati. Al momento sono circa 70 i casi di pensioni di invalidità, al vaglio degli inquirenti. E ancora LO Sciuto parlando con un amico della loggia Massonica si vantava di avere rapporti con Matteo Messina Denaro.  “Quando eravamo ragazzini ci volevamo bene, poi lui ha fatto la sua strada”. Le indagini compiute in quegli anni appurarono che era in società con la sorella e il cognato del superlatitante, non emerse null’altro di eclatante e la vicenda venne archiviata. Inoltre, sempre all’amico massone , Nicola Clemenza, Lo Sciuto, gli riferì anche che il superboss lo avrebbe messo in guardia: .Lo Sciuto faceva intendere che non sarebbe stato avvicinato da nessuno perchè sarebbe stato protetto. L’accusa nei confronti di Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars, arrestato nell’operazione Artemisia, è di favoreggiamento personale. Avrebbe informato Giovanni Lo Sciuto, ex deputato dell’Ars sotto indagine, che in quel momento veniva intercettato dai carabinieri. Cascio , in modo particolare avrebbe informato Lo Sciuto sul numero degli incarichi ancora disponibili alla Regione, in tutto 330. L’informazione sarebbe arrivata a Cascio attraverso Giovannantonio Macchiarola, capo della segreteria dell’allora ministro dell’Interno e vicepresidente del consiglio Angelino Alfano. Macchiarola è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio.

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