La Corte d’Appello di Palermo da’ ragione alla Provincia Regionale di Agrigento. Legittima la sanzione per il superamento dei limiti di azoto ammoniacale nel mare di San Leone

Anni fa l’ex Ausl di Agrigento effettuava un prelevamento di campione di acqua di scarico presso lo stabilimento balneare di proprieta’ della ditta G.P. a San Leone. Dall’esito delle analisi risultava il superamento dei limiti massimi consentiti di azoto ammoniacale e pertanto l’ex Ausl ne dava formale comunicazione alla Provincia Regionale di Agrigento che conseguentemente irrogava alla ditta una sanzione amministrativa pecuniaria. Avverso la sanzione proponeva opposizione la ditta interessata innanzi al Tribunale di Agrigento  lamentando tra l’altro il superamento dei termini procedimentali; il Tribunale  accoglieva il ricorso annullando la sanzione. Ma avverso la sentenza resa dal Tribunale di Agrigento proponeva appello la Provincia Regionale di Agrigento, in persona del Presidente |Dr. Eugenio D’Orsi, rappresentato e difeso dall’avv. Girolamo Rubino, chiedendone l’integrale riforma. L’avv. Rubino ha sostenuto tra l’altro  nei motivi d’appello, citando precedenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione, che l’inosservanza dei termini in materia sanzionatoria non e’ causa di invalidita’ del provvedimento tardivo poiche’ anche dopo la scadenza dei termini non viene meno il potere-dovere dell’Amministrazione di attivarsi comunque per il soddisfacimento degli interessi pubblici affidati alla sua cura. La Corte d’Appello di Palermo,sez. 1, Presidente il Dr. Rocco Camerata Scovazzo, Relatore il Cons. Francesco Micela, ritenendo fondati i motivi di appello formulati dall’avv. Rubino, ha accolto l’appello riformando integralmente la sentenza resa dal Tribunale di Agrigento, rigettando l’opposizione proposta dalla ditta avverso l’ordinanza-ingiunzione di pagamento e  condannando la ditta anche al pagamento delle spese processuali. Pertanto la ditta oltre alla sanzione pecuniaria dovra’ pagare anche le spese dei due gradi di giudizio, liquidate in euro 1735 oltre iva e cassa di previdenza forense.

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