La Juve vince il suo quarto scudetto di fila

Bastava un punto, ne sono arrivati tre. L’ingordigia non ha eguali, quando si tratta di Juve. Il 31° scudetto è servito a quattro giornate dalla fine. La Lazio non può più raggiungerla e a Torino scatta la festa per il quarti titolo consecutivo, il primo dell’era Allegri.
A Genova, senza i propri tifosi nel settore ospiti, i bianconeri vincono di misura, con un gol di Vidal. Per la Samp, che si pensava avesse più fame, solo le briciole e un Europa League ancora tutta da conquistare.

MA QUALE TURN OVER… -Tevez-Llorente dall’inizio, Allegri risparmia solo Chiellini e Morata a tre giorni dalla sfida con il Real Madrid. Dall’altro lato Mihajlovic se la gioca col 4-3-1-2: Soriano alle spalle di Muriel ed Eto’o.

SAMP, SOLO GRINTA – Spinta dal Ferraris, che chiede il ritorno in Europa, la Samp ci mette il cuore, ma poco fosforo. Eppure la prima occasione è blucerchiata, con Obiang che d’esterno collo spara fuori dal limite dell’area (10’). La Juve, dal canto suo, è più ordinata nella manovra offensiva. Costruisce due occasioni per Llorente (18’ e 24’), ma la mira del navarro non è granché. E quando lui non la prende, ci pensa Vidal a insaccare di testa, su cross di Lichtsteiner. Un cuoricino sulla firma dello scudetto, con tanto di timide proteste della Samp, che chiedeva il rientro in campo di De Silvestri (momentaneamente fuori per l’intervento dello staff sanitario).

EL TORO SPRECONE – Nella ripresa Mihajlovic aggiunge una punta. Fuori Rizzo, dentro Bergessio (54’). Tevez impegna Viviano, che si distende alla sua destra (59’), poi è El Toro ad avere due occasioni d’oro sui piedi. La prima al 62’ (tiro alto), la seconda al 64’, quando Bonucci gli nega la gioia del gol con una deviazione decisiva. Ma la Juve ha una reazione d’orgoglio e riprende il controllo del gioco. Tevez e Marchisio impegnano Viviano, ma con conclusioni centrali. Mihajlovic gioca la carta Duncan (per Obiang) e il centrocampista scuola Inter prova la soluzione da lontanissimo al 75’: Buffon non si fa sorprendere. Ci prova anche Muriel, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il capitano bianconero e della Nazionale alza di nuovo il muro. Poi è gestione, con qualche timida sortita offensiva. La Samp accusa la stanchezza e non morde più, ma “spaventa” la Juve con un sinistro teso (e fuori misura) di Muriel al 91′. Sulla panchina bianconera spuntano sorrisi, al 93′ comincia la festa, senza tifosi, che non si potrà protrarre a lungo causa Real, ma pur sempre una festa.

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