LAMPEDUSA – Open Arms, sbarcati altri quattro migranti per cure mediche

Altre quattro persone sono state fatte sbarcare la scorsa notte notte dalla Open Arms per ragioni mediche. Lo fa sapere con un tweet la stessa Ong, che parla di 3 persone e di un accompagnatore fatti scendere a terra ” per complicazioni mediche che richiedono cure specializzate”.

“Tutte le persone a bordo devono essere fatte sbarcare urgentemente. L’umanità lo impone“, ribadisce Open Arms.

Ieri sera altri 9 migranti – di cui 5 bisognosi di assistenza per problemi psicologici e 4 familiari – erano stati evacuati dalla nave. I profughi già stanotte sono stati trasferiti dal poliambulatorio dell’isola all’hotspot di contrada Imbriacola.

Tre di loro sono stati portati in ospedale i tre migranti. Tra di loro un migrante del Mali che era stato inizialmente ricoverato al pronto soccorso per un timpano perforato. Soltanto all’alba, l’uomo è stato dimesso, “ma necessita – secondo quanto dicono dal Poliambulatorio – di controlli più approfonditi da svolgersi in una struttura più adeguata”. Sbarcato – sempre con la formula dell’evacuazione medica – anche un libico “che ha delle pregresse ferite di arma da fuoco, che hanno bisogno di cure specialistiche”, e infine un migrante che ha una cisti che deve essere asportata.

E anche ieri è stata una giornata ricca di polemiche. L’ingresso in acque italiane è stato possibile dopo la mancata firma da parte dei ministri della Difesa, Elisabetta Trenta, e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, del secondo divieto di ingresso voluto dal ministro Matteo Salvini dopo che il Tar del Lazio aveva deciso la sospensiva del primo
provvedimento di stop. Il decreto sicurezza bis infatti prevede che il divieto di ingresso sia deciso dal Viminale “di concerto con il Ministro della difesa e con quello delle infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze” e poi comunicata “al Presidente del Consiglio dei ministri”. Permane invece il mancato permesso di sbarco.

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