LAMPEDUSA – Torna il “marrobbio”, affondati due pescherecci e danneggiata una motovedetta

Due pescherecci ed alcune, piccole, imbarcazioni da diporto sono affondati nel porto di Lampedusa a causa del fenomeno del marrobbio, ossia una rapida variazione del livello marino. Danneggiata anche una motovedetta dei carabinieri. Nessuna persona è rimasta ferita.

Sono stati divelti, a causa di queste gigantesche onde, anche i pontili dove venivano ormeggiati pescherecci e natanti da diporto. E’ accaduto tutto dall’altro lato del molo Favarolo e, dunque, nessun danno nel porto dove approda il traghetto di linea e pertanto i collegamenti non sono compromessi.

Già durante la notte, con delle pompe, la Guardia costiera e gli stessi militari dell’Arma sono riusciti a salvare la motovedetta dei carabinieri dove si era aperta una falla. Adesso, non ci sono più rischi perché il repentino spostamento del livello marino sembra essersi spostato verso Levante. A quanto pare, era da circa 20 anni che, a Lampedusa, non si verificava un fenomeno naturale del genere.

«Ho disposto che la Protezione civile regionale intervenga subito a supporto dell’isola. Al sindaco Nicolini è stato chiesto di quantificare i danni e poi dichiareremo lo stato di emergenza». Lo dice il presidente della Regione, Rosario Crocetta, commentando l’affondamento delle imbarcazioni a causa del marrobbio a Lampedusa.

«La Regione – ha aggiunto – può intervenire in due modi: nella collegata alla Finanziaria presenterà un emendamento per finanziare i danni alle strutture pubbliche e poi occorrerà una legge per risarcire i pescatori. Sarà, dunque, presentato un disegno di legge, da far approvare al parlamento siciliano, per i danni ai pescatori».

 

La Protezione civile regionale ha già disposto la trasferta di due funzionari a Lampedusa. «La loro presenza – osserva il sindaco Giusi Nicolini – sosterrà l’amministrazione comunale e l’autorità marittima nella mappatura e quantificazione del danno».

«Posso fare qualcosa? Di cosa avete bisogno?». E’ questo il contenuto della telefonata fatta dall’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, al sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Don Franco, da sempre vicino a Lampedusa, attraverso il sindaco, ha mandato «un forte abbraccio a tutti i pescatori». A Montenegro, la Nicolini ha chiesto di «sostenere le richieste di aiuto dell’isola».

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