LICATA – Estorsioni e danneggiamenti per turbare le aste giudiziarie: Angelo Consagra condannato a 8 anni

Estorsione, armi e turbativa d’asta: otto anni di reclusione per il licatese Angelo Consagra, 43 anni, uno dei personaggi chiave dell’operazione “Aut Aut” che ha disarticolato la presunta “banda di Licata” che – sostiene l’accusa – riusciva a manipolare con violenze e minacce gli esiti delle aste giudiziarie acquisendo a basso prezzo gli immobili. La sentenza è stata emessa dal giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano ieri pomeriggio. La pena inflitta, ridotta di un terzo per il rito abbreviato, è ampiamente inferiore rispetto ai diciotto anni di reclusione chiesti dal pubblico ministero Antonella Pandolfi al termine della requisitoria conclusa all’udienza precedente. Consagra (difeso dall’avvocato Giovanni Castronovo) è stato assolto da una singola imputazione di estorsione. La presunta banda, secondo l’accusa, gestiva le aste ricorrendo a minacce e violenze di vario tipo, soprattutto nei confronti dei professionisti incaricati di vendere i beni pignorati. Le indagini hanno consentito di scoprire che i componenti del gruppo si spingevano al punto di “piazzarsi” davanti agli studi professionali delegati per le vendite per minacciare i possibili acquirenti che andavano a chiedere informazioni o intavolavano trattative per acquistare gli immobili. L’operazione, con diciotto arresti, è stata eseguita dai carabinieri il 23 febbraio del 2012. In questo troncone, dopo lo stralcio di numerose posizioni fra patteggiamenti e rinvii a giudizio, era imputato il solo Consagra. Nel processo erano parti civili il consiglio dell’Ordine degli avvocati e il legale Giuseppe Peritore, assistiti dagli avvocati Ignazio Valenza e Girolamo Cannella. Peritore, contrariamente ad alcuni suoi colleghi, ha denunciato minacce e ricatti da parte della banda che voleva aggiustare gli esiti delle aste condizionando la sua attività professionale. Una delle estorsioni per cui Consagra è stato condannato riguardava proprio Peritore che adesso ha ottenuto il risarcimento.

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