LICATA – Furto e ricettazione di rame: scatta il blitz “Cuprum”[FOTO][VIDEO]

Alle prime ore dell’alba i militari della Compagnia Carabinieri di Licata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Agrigento, dr Ottavio Mosti, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Matteo Delpini, che ha coordinato le indagini, nei confronti di 13 soggetti, a vario titolo ritenuti responsabili di ricettazione e furto aggravato.
Nel dettaglio, il gip ha disposto l’applicazione di nove ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla PG.

L’operazione, denominata “CUPRUM”, ha avuto quale principale finalità quella di disarticolare un gruppo criminale dedito al furto di cavi elettrici e telefonici in rame.

Le indagini scattano nella primavera del 2012 al fine di contrastare e reprimere il fenomeno, dilagante nella provincia agrigentina, del furto e della conseguente ricettazione di cavi elettrici e telefonici in rame, non solo foriero di danno patrimoniale per gli enti privati che gestiscono i servizi essenziali della distribuzione elettrica e delle telecomunicazioni, bensì anche di pesanti disagi all’utenza, con tempi di ripristino spesso dilatati proprio a causa del numero e della frequenza degli interventi.
L’indagine,  denominata “Cuprum” si è avvalsa sulla videoregistrazione di consegne di matasse di filo di rame presso l’officina di autodemolizioni e dell’area adiacente sita in Campobello di Licata, contrada Gargitella, di proprietà di La Mattina Giuseppe e sottoposta a sequestro, ha consentito agli inquirenti di accertare il carattere sistematico dell’attività illecita, di delinearne le modalità operative e di individuare ed identificare i soggetti in essa coinvolti.

L’attenzione verso la peculiare fenomenologia delittuosa non era mancata in epoca precedente ed aveva segnato risultati da non trascurare già nella seconda metà del 2011, quando la P.G. acquisiva, in via confidenziale, l’indicazione che i cavi di rame sottratti in più parti della porzione orientale della provincia di Agrigento venivano abitualmente ricevuti ed occultati nell’impianto ai sfasciacarrozze gestito da Giuseppe La Mattina, nella contrada Gargitella di Campobello dì Licata.

I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di Giuseppe La Mattina, 57 anni, Rocco La Mattina, di 29 anni e Giovanni La Mattina di 24, Francesco Liarda di Petralia Sottana, 44 anni, e Domenico D’Auria di 49.

Ed ancora i rumeni Iulian Cozma, Alecu Bucur 6, Ciprian Stoican, Ovidiu Girneata, Catalin Basam Stan, Ionut Gelu Stoican, Gheorghe Eusebiu Feraru e Catalin Feraru.


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