LICATA – Greenpeace occupa piattaforma Eni [FOTO]

Da questa mattina gli attivisti di Greenpeace protestano in maniera pacifica presso la piattaforma di estrazione “Prezioso” di Eni mediterranea idrocarburi, nel Canale di Sicilia, al largo della costa di Licata (Agrigento).

Con l’appoggio della nave Rainbow Warrior, a bordo di gommoni, una decina di attivisti ha scalato la piattaforma aprendo uno striscione di 120 metri quadri su cui è raffigurato il presidente del consiglio Matteo Renzi che promette “Più trivelle per tutti”, accompagnato dalla richiesta di Greenpeace “Stop fossil, go renewable”.

Altri attivisti si trovano su una zattera di salvataggio gonfiabile che hanno ancorato alla piattaforma. Sulla zattera si leggono altri messaggi che chiedono di abbandonare le fonti fossili, fermare le trivelle e scegliere le energie rinnovabili.

L’azione di Greenpeace è rivolta contro il decreto “Sblocca Italia” che, dicono gli ambientalisti, “promuove una deregulation selvaggia delle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi a mare e rischia di tradursi in un vero e proprio ‘Sblocca trivelle’. L’Italia dovrebbe essere impegnata – avendo la presidenza di turno del Consiglio Ue – a guidare l’Unione verso obiettivi più ambiziosi di difesa del clima, puntando con decisione su fonti rinnovabili”, afferma Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima dell’associazione, il quale sottolinea che non distante dalla piattaforma dove si svolge l’azione, Eni vorrebbe realizzarne una nuova, con pozzi che sarebbero a sole 11-12 miglia nautiche dalla costa. Questo progetto, denominato “Offshore Ibleo”, ha già ricevuto una Valutazione d’impatto ambientale positiva. 

Greenpeace ha inoltre spedito un fax a Matteo Renzi – e per conoscenza ai ministri dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e dello Sviluppo Economico, Federica Guidi – per informarlo dell’attività di protesta in corso.

“Gli obiettivi principali dell’azione – è scritto nel fax – sono il decreto cosiddetto Sblocca Italia, con il suo articolo 18 (che prevede misure che sbloccano le attività di prospezione ed estrazione di idrocarburi nei mari italiani), e la Valutazione d’impatto ambientale positiva concessa al progetto ‘Offshore Ibleo’, riguardo alla quale Greenpeace ha prodotto un rapporto che dimostra la lacunosità e l’approssimazione della decretazione in questione. Contro questo provvedimento, Greenpeace e una larga coalizione di governi locali e associazioni ha inoltre promosso un ricorso presso il Tar del Lazio”.

Nel fax Greenpeace ricorda la natura pacifica e non violenta della sua azione: “Con questa protesta gli attivisti non intendono impedire la produzione del sito, danneggiarne o comprometterne alcuna struttura/parte, mettere a repentaglio l’incolumità di quanti operano sulla struttura. Piuttosto gli attivisti vogliono dare voce ai ‘comitatini’ (secondo definizione usata dallo stesso Renzi), cioè a quella crescente rete di cittadini sempre più preoccupati per la deregulation delle trivelle”.


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