LICATA – Inchieste “Lenone “, chieste due condanne

Per il pubblico ministero della Dda di Palermo, Amelia Luise, i due principali imputati dell’inchiesta “Lenone 2″, che ipotizza un vasto giro di squillo rumene, che aveva la base operativa a Licata, vanno condannati.
Diciotto anni di reclusione e 180 mila euro di multa sono stati proposti per il presunto numero uno dell’organizzazione, Giuseppe Grillo, di 57 anni, di Licata, e per Adriana Maria Radulescu, di 29 anni, della Romania, ma da tempo residente a Licata, e da tutti nota come Cristina.
Grillo intercettato dai carabinieri durante le indagini si definiva il “padrone della ragazze”. La donna sarebbe stata la sua collaboratrice.
Nel corso della sua requisitoria, davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, (presidente Giuseppe Melisenda Giambertoni, a latere Michele Contini e Agata Anna Genna), il Pm ha detto: Le prostitute sfruttate sarebbero state così stressate da pensare al suicidio per liberarsi, i ritmi imposti, erano frenetici e se qualcuna restava incinta la costringevano ad abortire”.
L’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Licata, è scattata il 16 maggio del 2012. Gli arrestati in tutto furono 14. In questo stralcio sono imputati solo i due personaggi principali, gli altri hanno scelto riti alternativi.

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