LICATA – Omicidio Carità, interrogatori e autopsia per possibili risvolti [VD TG]

Tre, forse, quattro, colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. E’ con un’arma di piccolo calibro- pare una 7,65- che , ieri mattina a Licata è stato ucciso, in una strada interpoderale che è perpendicolare alla più nota via Palma, Angelo Carità, imprenditore agricolo di 61 anni.  Il killer lo ha sorpreso e freddato mentre l’uomo era all’interno dell’abitacolo della sua vecchia Fiat Uno verde. Pare che vi fosse appena salito. A trovare il corpo del congiunto è stata la moglie. La donna non vedendolo rientrare all’orario di pranzo sarebbe andata a cercarlo nella zona del loro appezzamento di terreno, ed è stata proprio lei a chiedere aiuto al 118 e ai carabinieri. Gli operatori sanitari, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che confermare il decesso del 61 enne. A causa del grave choc , la donna è stata colta da un malore improvviso. Nelle prossime ore, il Pm Simona Faga conferirà l’incarico ad un medico legale per effettuare l’autopsia. Esame medico-legale che avrà il compito di chiarire, con certezza categorica, che tipo di arma sia stata usata e quanti effettivamente sono stati i colpi che hanno centrato ed ucciso l’imprenditore agricolo. I carabinieri della compagnia di Licata e quelli del reparto Operativo di Agrigento, ieri, fino a sera, stavano ascoltando familiari, amici e conoscenti della vittima di quello che ha tutte le caratteristiche dell’agguato. Nella zona di via Palma, dove è avvenuto il delitto, a quanto pare, non vi sarebbero telecamere di video sorveglianza.

Nel febbraio del 2017, Angelo Carità veniva condannato all’ergastolo con isolamento diurno per un anno. Se3condo i giudici della corte di Assise di Agrigento, l’imprenditore agricolo di Licata avrebbe ucciso Giovanni Brunetto, perché quest’ultimo si era accorto- secondo la ricostruzione dell’accusa – di essere stato truffato e perché voleva che gli restituisse dei soldi. Su istanza degli avvocati Nino Gaziano, Carità era tornato in libertà per decorrenza dei termini. Era stato condannato anche a risarcire con delle provvisionali i familiari della vittima che si erano costituiti parte civile. Il corpo di Brunetto, che sarebbe stato strangolato, è stato ritrovato nel terreno di un’abitazione in contrada Casalotti, nella campagne di Canicattì, di proprietà di un avvocato che aveva commissionato a Carità dei lavori e che, invece, a totale insaputa del professionista, sarebbe stato usato per occultare il cadavere ritrovato il 28 ottobre del 2013.

 

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