LICATA – Caso Brunetto , scarcerati Carità e Bianchi [video]

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha scarcerato, per carenza di gravi indizi di colpevolezza, e ha restituito la libertà ad Angelo Carità, 58 anni, di Licata, imprenditore agricolo, e Angelo Bianchi, 37 anni operaio e dipendente di Carità, arrestati lo scorso 20 maggio perchè accusati di sequestro di persona, omicidio aggravato e occultamento di cadavere in riferimento alla presunta morte dell’imprenditore di Licata, Giovanni Brunetto del quale non vi è più nessuna traccia dallo scorso 7 maggio. Accolte le istanze dei difensori, gli avvocati Nino Gaziano, Calogero Meli e Daniele Cammilleri. Le ragioni dell’accoglimento delle richieste sarebbero da individuare non tanto nella valutazione del merito delle accuse bensì per un fatto procedurale dato che i due arrestati nella prima fase delle indagini sono stati interrogati dai pubblici ministeri senza l’ausilio degli avvocati difensori. Per la cronaca va detto che i due licatesi sono accusati dell’omicidio di Giovanni Brunetto, 56 anni di Licata. I due sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti dopo che la Procura di Agrigento, segnatamente il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto procuratore, Luca Sciarretta avevano, con proprio provvedimento, disposto il fermo di polizia giudiziaria dei due. Per i giudici, Giovanni Brunetto non è sparito volontariamente o accidentalmente ma sarebbe stato ucciso e fatto sparire per togliere ogni traccia. A decretarne la morte, secondo gli elementi raccolti, sarebbe stato Angelo Carità, collaborato dal suo dipendente Angelo Bianchi, per ragioni economiche. Pare, infatti, che la vittima da mesi tentava di farsi restituire dal Carità una somma considerevole, circa 50 mila euro, senza riuscirvi.

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