M5S rinuncia ai soldi

I grillini rinunciano ai rimborsi elettorali delle regionali, ma sbagliano a fare i conti. Così durante la manifestazione simbolica organizzata stamattina a Palermo, davanti al Palazzo dell’Assemblea regionale, hanno preferito non mostrare ai cronisti, accorsi in massa, la gigantografia dell’assegno con l’importo del rimborso che riportava la cifra errata di 1,426 milioni di euro. Solo qualche fotografo giunto prima degli altri ha potuto immortalare l’assegno gigante, poi i deputati del Movimento Cinque Stelle lo hanno messo via.

L’ammontare esatto del rimborso, che i cinquestelle hanno deciso di lasciare al Tesoro, è di circa 800 mila euro. Al di là dell’errore di calcolo, il Movimento ha mantenuto l’impegno di rinunciare al rimborso pubblico. “La presentazione di un ddl per tagliare gli stipendi ai parlamentari sarà il nostro primo atto, ma temo che farà la fine del porco, una fine scontata”. Così il portavoce del M5S Giancarlo Cancelleri ha risposto ai cronisti a Palazzo dei Normanni, a Palermo.

“Il vero atto rivoluzionario è avere già rinunciato allo stipendio – ha aggiunto Cancelleri -. La ragioneria sta verificando in che modo è possibile restituire queste somme. Proporremo di prevedere un capitolo di spesa, dove far confluire questi soldi per farli ritornare ai cittadini”.

“Chiediamo da tempo ai partiti di rinunciare a questi soldi e oggi lanciamo la campagna “No ai rimborsi alla casta, sì ai rimborsi ai siciliani” afferma il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi. L’Associazione inoltre chiede al nuovo presidente della Regione di “non ammettere in giunta parlamentari esponenti di partiti che non rinunceranno ai rimborsi”.

“Siamo fermamente convinti, infatti – dice Tanasi – che ogni regione dovrebbe poter gestire in favore dei cittadini i fondi che i partiti non hanno riscosso come rimborso elettorale. Il denaro non solo dovrebbe rimanere nel territorio, ma dovrebbe essere vincolato ad azioni di spesa in favore dei siciliani: opere pubbliche o aiuti a chi non riesce ad arrivare   fine mese, comunque dei fondi in favore della collettività e non, per una volta, l’ennesimo privilegio della casta”.

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