MAFIA – Appalti Expo:11 arresti. In un tir 400 mila euro verso la Sicilia: coinvolto legale nisseno

Undici persone sono state arrestate stamani nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano con al centro reati tributari, riciclaggio e associazione per delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa.Al centro dell’inchiesta c’è il consorzio di cooperative Dominus Scarl specializzato nell’allestimento di stand, il quale ha lavorato per la Fiera di Milano dalla quale ha ricevuto in subappalto l’incarico di realizzare alcuni padiglioni per Expo tra cui quello della Francia e e Guinea equatoriale. 

Secondo le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Sara Ombra, le società del consorzio erano intestate a prestanomi di Giuseppe Nastasi il principale indagato, arrestato con il suo collaboratore Liborio Pace e l’avvocato del Foro di Caltanissetta, Danilo Tipo, ex presidente della Camera penale della città siciliana. Le società coinvolte ricorrevano a una sistema di fatture false per creare fondi neri. Il denaro era poi riciclato in Sicilia dove gli indagati avevano legami con la famiglia di Cosa Nostra dei Pietraperzia. 

E’ stato “intercettato” dalle Fiamme gialle anche un camion partito dalla Lombardia e diretto in Sicilia con dentro, ben nascosti, 400 mila euro in contanti. L’avvocato di Caltanissetta avrebbe invece portato 300mila euro. 

IL PROFILO DI DANILO TIPO:
Il professionista è un personaggio molto conosciuto in città e non solo per la sua attività di legale – svolta dal ’92 a oggi – e di ex presidente della Camera penale ma anche per il suo impegno politico, visto che è stato consigliere e assessore comunale allo sport nella giunta di centrodestra guidata da Michele Campisi. Gli avvocati penalisti di Caltanissetta, in una nota, esprimono «piena solidarietà» al collega e si dicono «certi dell’estraneità ai fatti a lui contestati». 

«I penalisti nisseni nell’affermare, per come hanno sempre fatto, che la custodia cautelare in carcere deve rappresentare l’extrema ratio – prosegue la nota della Camera penale – si augurano che l’autorità giudiziaria milanese abbia effettivamente ravvisato le condizioni indispensabili in termini di gravi indizi e esigenze cautelari. Siamo certi che la Procura milanese svolgerà in tempi brevi quegli accertamenti che faranno emergere l’estraneità del collega ai reati a lui addebitati».

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