MAFIA – Arrestata coppia di favoreggiatori di Messina Denaro

Continuano le indagini sulla rete di complici che ha protetto la latitanza di Matteo Messina Denaro. I carabinieri del Ros hanno arrestato oggi per favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dal metodo mafioso Emanuele Bonafede,50 anni nipote del boss di Campobello di Mazara Leonardo Bonafede, e la moglie Lorena Ninfa Lanceri, 48 anni

.Il pranzo della domenica, o la cena del fine settimana erano un appuntamento fisso. La tavola era ben preparata per accogliere il boss, che era diventato l’amico o lo zio di famiglia. Conviviali che servivano anche a far circolare i “pizzini”.

Emanuele è fratello di Andrea, il dipendente comunale che fu arrestato assieme al medico Alfonso Tumbarello: Andrea Bonafede avrebbe fatto da messaggero col boss per fargli avere le prescrizioni mediche per curare il tumore che l’aveva aggredito.

Stamane i nuovi arresti che si aggiungono a quelli di Giovanni Luppino, l’autista del capo mafia, di Andrea Bonafede, classe 63, che diede la sua identità al capo mafia, e di Rosalia Messina Denaro, sorella del boss, che al fratello faceva da contabile e postina dei suoi pizzini.

La coppia Bonafede -Lanceri è indagata per favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, reati aggravati per avere agevolato cosa nostra. Dopo la cattura del boss si erano presentati ai carabinieri dicendo di essere rimasti sorpresi nel vedere Matteo Messina Denaro in Tv: «Noi eravamo convinti che si chiamasse Francesco Salsi, diceva di essere un medico in pensione. E di tanto in tanto veniva a casa nostra a pranzare». Ma sapevano benissimo che quell’uomo era Matteo Messina Denaro.

La donna avrebbe assistito il boss dopo gli interventi, e avrebbe fatto anche da messaggera dei biglietti che il boss si scambiava con un’altra donna la cui identità resta misteriosa.

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Piero Padova e Gianluca De Leo.

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