MAFIA – Arrestato assistente parlamentare: “Favori a Messina Denaro”

Si stringe sempre più il cerchio attorno a Matteo Messina Denaro. Sono 5 le persone arrestate dai finanzieri del Gico di Palermo e dai carabinieri del Ros e tra queste figura Antonello Nicosia, 48 anni, originario di Sciacca, collaboratore parlamentare, paladino dei diritti dei detenuti.

È su di lui, che stando agli inquirenti, potevano contare i boss vicini al superlatitante. Ma c’è di più, il collaboratore di Pina Occhionero si è recato insieme alla donna in alcune carceri siciliane e durante le ispezioni, sempre secondo gli investigatori, Nicosia avrebbe ricevuto dai boss messaggi da recapitare all’esterno.

La Occhionero, avvocato di 41 anni, molisana, è stata eletta alle ultime elezioni politiche nelle liste di Leu ed è recentemente passata a Italia Viva, il partito di Renzi. La deputata non è al momento indagata, ma sarà sentita dai pm di Palermo come testimone.

L’inchiesta, condotta da Ros e Gico, è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara e Francesca Dessì. Dalle intercettazioni è emerso che Nicosia definiva la strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone “un incidente sul lavoro” e per Matteo Messina Denaro usava parole come “primo ministro”.

Intercettato per mesi dal Ros e dal Gico della Finanza, parlando al telefono, dava giudizi sprezzanti sul giudice ucciso dalla mafia a Capaci nel 1992: di lui diceva anche che “da quando era andato al ministero della Giustizia più che il magistrato faceva il politico”. Un linguaggio volgare quello usato da Antonello Nicosia.

Nicosia, secondo i magistrati, non si sarebbe limitato a fare da tramite tra i detenuti e le cosche, ma avrebbe gestito business in società col capomafia di Sciacca Accursio Dimino, 61 anni, imprenditore ittico ed ex professore di educazione fisica, anche lui tra i fermati. Con Dimino Nicosia si incontrava abitualmente e insieme avrebbero fatto affari coi clan americani e riciclato denaro sporco. Da alcune intercettazioni emergerebbero anche progetti di omicidi.

Insieme a Nicosia e Dimino sono finite in manette anche altre tre persone e sono stati perquisiti uffici, negozi e case nella disponibilità degli arrestati.

I cinque destinatari del fermo sono: –

DIMINO Accursio, nato a Sciacca il 14/10/1958;

– NICOSIA Antonino (detto Antonello), nato a Sciacca il 26/07/1971;

​- CIACCIO Paolo, nato a Sciacca il 07/05/1986;

– CIACCIO Luigi, nato a Sciacca il 07/05/1986;

– MANDRACCHIA Massimiliano, nato a Sciacca il 06/01/1973.

Parallelamente all’esecuzione dei fermi, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i militari operanti stanno procedendo a sequestrare agli indagati disponibilità finanziarie – tra le quali una carta di credito collegata a conti esteri – e patrimoniali, tra cui un’imbarcazione, ai sensi dell’art. 240 bis c.p., tenuto conto che gli stessi risultano disporre, anche per interposta persona, di beni e altre utilità in valore sproporzionato al reddito da loro dichiarato. 4

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