MAFIA – Cacciatore: “Pentito per dare un futuro ai miei figli”

Franco Cacciatore, ex esponente di spicco di Cosa Nostra agrigentina, oggi collaboratore di giustizia, ha  deposto ieri al processo “Parcometro” che si sta celebrando davanti al Tribunale di Agrigento nei confronti di 3 presunti appartenenti alla “famiglia” di Villaseta accusati di estorsione ai danni dei parcheggiatori abusivi della città dei templi: Vincenzo Cacciatore, 47 anni, Pietro Capraro, 27 anni, e Nicolò Vasile, 32 anni, tutti di Agrigento. L’accusa per loro è di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Durante la deposizione, Cacciatore ha fatto delle dichiarazioni estremamente interessanti anche se poco attinenti al processo in corso. Ad esempio ha negato di avere ucciso Giovanni Poni . “Di omicidi ne ho commessi, ma Poni non l’ho ucciso io. Cacciatore ha poi aggiunto di non essere stato mai ritualmente affiliato a Cosa Nostra. “Ero un avvicinato per volere di Lillo Lombardozzi che mi ha voluto conoscere. Facevo estorsioni, intimidazioni con l’autorizzazione dei capi. Poi vennero tutti arrestati con le retate degli anni 2000 e mi trovai a guidare la famiglia di Agrigento, prima insieme a mio cugino Vincenzo, poi, con l’arresto di quest’ultimo, da solo”. Altra rivelazione riguarda il suo pentimento: “Ho deciso di collaborare con la giustizia perché non mi sono più riconosciuto nei valori di Cosa Nostra e perché volevo dare un futuro ai miei figli. Da mafioso era impossibile farlo”.

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