Mafia – “Cupola 2.0”, gli ultimi segreti [VD TG]


Un fatto “straordinario”, lo definiscono cosi gli inquirenti il pentimento  e la relativa collaborazione con la giustizia di FranCesco Colletti , già reggente del clan di Villabate e Filippo Salvatore Bisconti a capo della famiglia di Belmonmte Mezzagno e diventato nel tempo un reggente  per tutta la provincia di Palermo. Il loro contributo ha permesso di chiudere il cerchio sulla cosiddetta Cupola 2.0, la nuova commissione provinciale di Cosa nostra che, non appena insediata , è crollata sotto il peso di arresti e pentimenti. Soggetti di alto livello mafioso . Dato questo confermato dai personaggi fermati che vantano un lignaggio mafioso di rilievo. Come dichiarato dal Procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi commentando il blitz che ha portato al fermo di sette persone  tra cui Leandro Greco e Calogero Lo Piccolo, rispettivamente nipote e figlio di Michele Greco “ Papa di Cosa Nostra” che si schierò con i corleonesi di Riina e del capomafia Salvatore Lo Piccolo.   Il baricentro del mandamento di Brancaccio spostato a Ciaculli. Un cambiamento che, gli inquirenti attribuiscono al 29 enne Leandro Greco.. Il giovane rampollo ai vertici nonostante l’età è un’anomalia, ma è a lui che si deve anche la nuova denominazione Ciaculli-Brancaccio e non viceversa dopo il lungo dominio dei fratelli Graviano. . Leandro Greco spunta tra i personaggi che volevano rifondare la mafia palermitana e la sua cupola. A 29 anni si era seduto già attorno al tavolo di una presunta nuova commissione mafiosa. La famiglia Greco, torna dunque alla ribalta a Palermo.  C’è molto del linguaggio figurativo mafioso nei pochi secondi in cui i due rampolli Leandro Greco e Calogero L0o Piccolo  vengono mostrati  alle telecamere, ai fotografi, mentre, tenuti sotto braccio da un paio di carabinieri, escono dalla caserma per essere condotti in carcere. Loro due, chiamati al ruolo che fu del nonno in un caso e del padre nell’altro. Come il giovane Leandro – Michele sia riuscito a diventare capo mandamento a quell’età , ancora non né chiaro. Sembra un’anomalia assoluta nel panorama mafioso, dove l’età ha sempre contato. Eppure gli investigatori sono certi che ad appena 23 anni il nipote di Michele Greco , e nipote pure di Nunzio Milano,anziano boss di Porta Nuova , era già diventato il capo di uno dei più antichi e strutturati feudi di mafia. I primi riferimenti a Greco jr risalgono all’11 ottobre 2013, quando viene intercettata una conversazione in carcere  tra Giovanni di Giacomo , killer ergastolano e il fratello Giuseppe, assassinato l’anno dopo. Dopo questa intercettazione, gli investigatori hanno iniziato a marcare stretto il giovane Greco, controllando i suoi spostamenti 24 ore su 24. E non è stato semplice , dato che come un vero capo vecchio stile non usava cellulare e stava molto attento a non parlare durante gli spostamenti in auto. Un giovane capo che ne incontrò un altro, Calogero Lo Piccolo, l’erede del clan che ormai da più di 20 anni comanda tutta la zona ovest della città e parte della provincia. Greco jr. e Lo Piccolo si sono visti con certezza  il 14 giugno scorso, “tra eccezionali misure di sicurezza”, scrivono gli inquirenti. Con loro c’era un’altra vecchia conoscenza degli investigatori, Gaetano Savoca che avrebbe fatto da intermediario tra i due. Nelle intercettazioni emerge il capitolo delle estorsioni  con uno dei fermati Giuseppe Serio accusato di avere minacciato diversi ristoratori di Mondello e Sferracavallo per acquistare la merce da lui. In particolare i proventi servivano non soltanto  per lui ma anche per mantenere i due fratelli in carcere, obbligando, inoltre i commercianti e ristoratori  di acquistare i prodotti in una ditta intestata a sua cugina

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