MAFIA – Giovanni Giuseppe Motisi fa ricorso alla Corte diritti uomo contro confisca

Giovanni Giuseppe Motisi, condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’ inchiesta antimafia nell’agrigentino cosiddetta “Camaleonte”, si e’ rivolto alla Corte europea dei diritti dell’ Uomo di Strasburgo, con il patrocinio dell’avvocato Arnaldo Faro. Motisi e Faro sostengono che il decreto di confisca della casa coniugale e di un magazzino, adottato dai Giudici italiani, e’ in contrasto con la Convenzione dei diritti dell’uomo. Motisi dichiara : “ sono stato condannato per mafia. Ma lo Stato italiano ha sbagliato a confiscare i beni di mia moglie che non sono provento illecito, ma frutto della eredita’ del padre della stessa, e percio’ chiedo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che dichiari illegittima la confisca , disponga la revisione del processo e condanni lo Stato italiano a rimborsare il contro valore in denaro degli stessi beni”.

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