MAFIA – Lillo Falsone sta male: slitta processo per tentato omicidio ed estorsione

Calogero Falsone sta male. La direzione del carcere di Messina invia una lettera al tribunale con cui fa presente che il quarantaseienne fratello del boss Giuseppe non può essere trasportato. Il collegio presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni (a latere Michele Còntini e Gianfranca Infantino) nomina un perito per accertare le sue condizioni di salute e comprendere in che modo possa essere messo in condizioni di partecipare alle udienze.

Sarà il medico legale Giuseppe Porcello a visitarlo. Nel frattempo la difesa (gli avvocati Daniela Posante e Giovanni Castronovo) chiede la concessione degli arresti domiciliari per la gravità delle sue condizioni di salute e nomina a sua volta un consulente, il medico Maurizio Vinti, che lo visiterà e riferirà al tribunale.

Falsone, accusato di tentato omicidio e tentata estorsione con metodo mafioso, avrebbe perso oltre venti chili e negli ultimi mesi è stato ricoverato in ospedale e secondo i difensori sarebbe in pericolo di vita. In questo processo gli si contesta di avere sparato una decina di colpi di pistola all’indirizzo di un pastore col quale aveva avuto un litigio e di avere cercato di estorcere ai titolari di un’azienda casearia l’uso esclusivo di alcuni terreni per il pascolo. Ieri si sarebbe dovuta costituire parte civile l’associazione antiracket “Pio La Torre”. Si torna in aula il 7 ottobre.

 

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