MAFIA – Palermo: il pentito Contorno indagato per un omicidio nell’89

Il pentito Salvatore «Totuccio» Contorno è indagato dalla procura di Palermo per l’omicidio di un commerciante di bibite, Domenico Russo, assassinato a Palermo il 9 maggio ’89, 17 giorni prima che Contorno venisse arrestato dagli uomini dell’allora capo della Mobile Arnaldo La Barbera, che attraverso intercettazioni individuarono una cabina telefonica a San Nicola L’Arena (Palermo) dalla quale in due diverse occasioni erano partite chiamate verso gli uffici dell’Alto commissario per la lotta contro la mafia Domenico Sica, e dell’allora capo della Criminalpol Gianni De Gennaro.
Come riportato dal Giornale di Sicilia oggi in edicola, ad accusare Contorno del delitto, davanti ai pm Vittorio Teresi e Dario Scaletta, è l’aspirante collaboratore (già pentito di ‘ndrangheta), Roberto Mandalà, cugino del pentito, dopo che l’altro cugino, Gaetano Grado, si era accusato dell’omicidio. Ma secondo Mandalà, i cui ricordi sarebbero imprecisi, fu proprio Contorno a chiedergli se sapesse a che ora Russo apriva solitamente il proprio negozio di bibite nel quartiere Brancaccio, dove fu ucciso. Contorno avrebbe avuto motivi per assassinare il commerciante, che si era appropriato di denaro del suo capo, Stefano Bontade, il boss ucciso nell’81. Ascoltato sulla vicenda, Contorno ha negato tutto.
Intanto, restano insoluti molti dei 17 omicidi compiuti in quel periodo nel cosiddetto «Triangolo della morte» (Bagheria-Casteldaccia-Altavilla Milicia). Contorno si era pentito nell’86 e sul suo ritorno in Sicilia Giovanni Falcone fu calunniato dalle lettere del «Corvo» che lo accusavano, insieme a De Gennaro, di aver pilotato il ritorno nell’Isola del pentito.

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