MATURITA’ – Quasimodo, Renzo Piano, Europa e violenza nel ‘900

Sono circa 500.000 gli studenti che hanno cominciato l’esame di maturità con la prova di italiano. Quasimodo è stato scelto per una delle tracce. Erano 12 anni che Salvatore Quasimodo non usciva alla maturità. Agli studenti è stata data la poesia “Ride la gazza, nera sugli aranci” dalla raccolta “Ed è subito sera”.

Violenza e non violenza nel ‘900, Tecnologie pervasive e nuove responsabilità, tra le altre tracce proposte ai maturandi 2014. Il tema storico propone questa riflessione “Europa nel 1914 e nel 2014: quali le differenze”. Per il saggio breve in ambito artistico letterario il titolo è “Il dono” mentre per il saggio breve in ambito scientifico si suggerisce di riflettere su “la pervasività delle tecnologie”.

Renzo Piano e ‘il rammendo delle periferie’ è la traccia proposta ai maturandi per il tema di ordine generale. Il testo proposto è tratto da “Il Sole 24 ORE” dello scorso 26 gennaio. “Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. E’ fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. […] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. […] Spesso alla parola “periferia” si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?”.

Le prove “offrono una bella gamma di possibili riflessioni. Credo che questa prova darà a tutti la possibilità di esprimersi al meglio”. E’ l’unico indizio sulle tracce per la prima prova dell’esame di Maturità concesso dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dai microfoni del Tg1. Il consiglio che do? “Leggerle molto attentamente subito, concentrarsi e poi una volta scelto chiudere il file della memoria sugli altri e cercare di fare il meglio”. “Della mia maturità ho un ricordo abbastanza bello. Ero abbastanza brava e avevo la possibilità di puntare al 60, ma ho avuto 58. Ci sono rimasta male”, ha detto il ministro Giannini, ha raccontato dai microfoni del Tg1 il suo esame di fine Superiori.

“Se fosse poesia non sarebbe male…”: così il primo commento di Stefania Giannini, alle prove di Maturità 2014. Intervenendo ad Uno Mattina, il ministro non ha voluto commentare le prime notizie sulle prove, ma sorridendoha detto che la poesia permette agli studenti di fare il meglio per l’analisi del testo.

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