MAXI SEQUESTRO ACANTO – Il colonnello Sciuto della Dia:”Il patrimonio è della famiglia di Villabate”

Beni per 800 milioni tolti all’ex deputato regionale Giuseppe Acanto di Villabate: fu uno dei collaboratori del “mago dei soldi” Sucato, morto bruciato e subì la rappresaglia tanto che gli bruciarono lo studio che lo costrinse a lasciare la Sicilia. Ma dopo qualche anno , la Sicilia, è rientrata nella sua vita. Facendolo ricco e perfino deputato. Era stato graziato, dicono gli investigatori. Cosa Nostra aveva riconosciuto qualità in quel giovane ragioniere. Seguiva gli affari del boss di Villabate Antonino Mandalà. Alle indagini, con conseguente confisca dell’enorme patrimonio, ha contribuito il meticoloso lavoro della Dia di Palermo e del colonnello Riccardo Sciuto  ex comandante della Compagnia Carabinieri di Agrigento, e oggi, capocentro della Dia di Palermo.”Il patrimonio di Acanto, riteniamo sia della famiglia di Villabate, una cosca particolarmente agguerrita e vicina a Bernardo Provenzano. Ricordiamoci che la famiglia di Villabate ha gestito la latitanza di Provenzano e organizzato il suo viaggio a Marsiglia per farlo curare”.

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