MONTENEGRO CARDINALE: in 1.500 partiti alla volta di Roma

Saranno circa 1500 i fedeli provenienti dall’Arcidiocesi di Agrigento (nella foto quelli partiti con il bus il 13 febbraio), che il 14 e il 15 febbraio si recheranno a Roma per fare corona, nella basilica di San Pietro, attorno all’arcivescovo, mons. Francesco Montenegro che sarà creato cardinale da Papa Francesco, insieme ad altri 19 vescovi e arcivescovi, come annunciato l’11 gennaio scorso.
Il suggestivo rito si terrà sabato 14 febbraio nella basilica di San Pietro e prevede dopo il saluto e l’Orazione, la Proclmazione del Vangelo.

Subito dopo il primo dei nuovi Cardinali, a nome di tutti, rivolgerà al Papa un indirizzo di omaggio e gratitudine. Seguirà l’allocuzione del Santo Padre, terminata la quale si terrà il rito per la “Creazione dei nuovi cardinali”.
Il Santo Padre leggerà la formula di creazione, elencando i nomi dei nuovi Cardinali e annunciando l’Ordine Presbiterale o Diaconale al quale vengono assegnati, seguirà la professione di fede e il giuramento dei nuovi Cardinali, al termine dei quali il Papa imporrà a ciascuno la berretta. Ogni Cardinale  si avvicinerà al Santo Padre e gli si inginocchierà davanti. Il Santo Padre gli imporà lo zucchetto e la berretta cardinalizia “rossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino all’effusione del sangue, per l’incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa.”
Seguirà poi la consegna dell’anello, accompagnata da un’altra formula: “Ricevi l’anello dalla mano di Pietro e sappi che con l’amore del Principe degli Apostoli si rafforza il tuo amore verso la Chiesa”.
Il Papa infine assegnerà a ciascun cardinale una chiesa di Roma, conferendone il titolo o la diaconia, quale segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa nell’Urbe. Il rito si concluderà con la consegna della Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo e della Diaconia, e l’abbraccio di pace con il neo Cardinale.
Papa Francesco, in una lettere inviata ai nuovi cardinali (clicca qui le il testo) ha scritto loro “chiedo al Signore di accompagnarti in questo nuovo servizio, che è un servizio di aiuto, sostegno e speciale vicinanza alla persona del Papa e per il bene della Chiesa”. Il Papa ha poi parlato del cardinalato come di una “vocazione” e rivolto a ciascun nominato ha detto loro: “Il Signore, mediante la Chiesa, ti chiama ancora una volta a servire; e ti farà bene al cuore ripetere nella preghiera l’espressione che Gesù stesso suggerì ai suoi discepoli per mantenersi in umiltà: «Dite: “Siamo servi inutili”», e questo non come formula di buona educazione ma come verità dopo il lavoro, «quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato» (Lc 17, 10). Mantenersi in umiltà nel servizio non è facile quando si considera il cardinalato come un premio, come culmine di una carriera, una dignità di potere o di superiore distinzione. Di qui il tuo impegno quotidiano per tenere lontane queste considerazioni, e soprattutto per ricordare che essere Cardinale significa incardinarsi nella Diocesi di Roma per darvi testimonianza della Risurrezione del Signore e darla totalmente, fino al sangue se necessario”.
Oltre a mons. Francesco Montenegro a ricevere la berretta cardinalizia, saranno: Mons. Dominique Mamberti, Arcivescovo titolare di Sagona, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; mons. Manuel José Macário do Nascimento Clemente, Patriarca di Lisboa (Portogallo); mons. Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M., Arcivescovo di Addis Abeba (Etiopia);mons. John Atcherley Dew, Arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda); mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona-Osimo (Italia); mons. Pierre Nguyên Văn Nhon, Arcivescovo di Hà Nôi (Viêt Nam); mons. Alberto Suárez Inda, Arcivescovo di Morelia (Messico);mons. Charles Maung Bo, S.D.B., Arcivescovo di Yangon (Myanmar); Mons. Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, Arcivescovo di Bangkok (Thailandia); mons. Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., Arcivescovo di Montevideo (Uruguay); mons. Ricardo Blázquez Pérez, Arcivescovo di Valladolid (Spagna);mons. José Luis Lacunza Maestrojuán, O.A.R., Vescovo di David (Panamá); mons. Arlindo Gomes Furtado, Vescovo di Santiago de Cabo Verde (Arcipelago di Capo Verde); mons. Soane Patita Paini Mafi, Vescovo di Tonga (Isole di Tonga).
A questi il Papa, come ha annunciato lo scorso 11 gennaio unirà 5 Arcivescovi e Vescovi Emeriti che “si sono distinti per la loro carità pastorale nel servizio alla Santa Sede e alla Chiesa. Essi – ha detto – rappresentano tanti Vescovi che, con la stessa sollecitudine di pastori, hanno dato testimonianza di amore a Cristo e al Popolo di Dio sia nelle Chiese particolari, sia nella Curia Romana, sia nel Servizio Diplomatico della Santa Sede”. Essi sono: mons. José de Jesús Pimiento Rodríguez, Arcivescovo emerito di Manizales; mons. Luigi De Magistris, Arcivescovo titolare di Nova, Pro-Penitenziere Maggiore emerito; mons. Karl-Joseph Rauber, Arcivescovo titolare di Giubalziana, Nunzio Apostolico; mons. Luis Héctor Villalba, Arcivescovo emerito di Tucumán; mons. Júlio Duarte Langa, Vescovo emerito di Xai-Xai.
Tutti i nuovi cardinali il giorno successivo, domenica 15 febbraio, sempre nella basilica di San Pietro, concelebranno con il Papa una Santa Messa.

FONTE – L’AMICO DEL POPOLO – DON CARMELO PETRONE

VAI ALLO SPECIALE “MONS.MONTENEGRO CARDINALE”

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