NARO – Morte di Giuseppe Cavaleri, chiesto rinvio a giudizio per 15 persone

La Procura di Caltanissetta ha chiesto il rinvio a giudizio per quattordici medici in servizio presso i reparti di neurochirurghi e rianimazione dell’ospedale Sant’Elia e di un camionista F.B., 60 anni residente a Paternò. Per tutte le 15 persone l’accusa è di omicidio colposo. La vicenda, risale al maggio del 2009 ed è legata alla morte di Giuseppe Cavaleri, 58 anni, di Naro, cognato del procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, deceduto in contrada Grottarossa, lungo la strada statale 640 in seguito ad un incidente stradale. Il 4 maggio, il rimorchio del Tir guidato dal camionista di Paternò aveva tamponato la Bmw condotta da Giuseppe Cavaleri che viaggiava in direzione opposta rispetto al mezzo pesante. L’auto successivamente era finita dentro una scarpata. Il Giudice per le udienze preliminari del capoluogo nisseno Lirio Conti, durante l’ultima udienza ha rigettato una serie di eccezioni legate alla presunta inutilizzabilità di alcuni atti che era stata chiesta dal collegio difensivo degli indagati. In particolare le consulenze disposte, nella fase dell’indagine dal sostituto procuratore Alessandro Aghemo, che riguardavano l’operato dei medici del reparto di neurochirurgia del Sant’Elia, e quello dei colleghi di rianimazione. Secondo i legali degli imputati gli atti prodotti in sede di udienza preliminare sarebbero stati eseguiti oltre i termini consentiti dalla legge. Di parere opposto la Procura ed i familiari della vittima rappresentati dall’avvocato canicattinese Angela Porcello. Il Gup, quindi ha deciso, di rigettare le eccezioni difensive degli indagati, ammettendo agli atti quelle perizie. L’accusa subito dopo ha proposto il rinvio a giudizio dei medici del Sant’Elia che hanno prestato le cure a Giuseppe Cavaleri morto undici giorni dopo il ricovero presso l’ospedale del capoluogo nisseno e del camionista. Due anche le fasi d’indagine di questa inchiesta.

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