NISCEMI – Alzati i piloni per le parabole: attivisti No Muos pronti alle barricate

Torna a salite la tensione a Niscemi intorno all’impianto Muos di contrada Ulmo. L’ormai imminente raid in Siria ha messo fretta alla Marina statunitense e visto il via libera alla costruzione degli impianti rilasciato dalla Regione siciliana, i lavorio fervono. entro tre giorni la torretta principale sarà completata e le antenne potranno iniziare a funzionare anche se non ancora a pieno regime.

In men che non si dica durante la scorsa notte sono stati rimossi tutti i blocchi lungo la strada di accesso alla base statunitense e agenti in tenuta anti sommossa presidiano l’intera area, ma i no Muos non si arrendono.

Gli avvocati hanno presentato un nuovo ricorso chiedendo un ulteriore stop ai lavori. da un punto di vista formale, anche se c’è il via libera al cantiere, manca ancora il visto di impatto ambientale e dunque le procedure di costruzione dovrebbero fermarsi secondo la tesi del Comune di Niscemi e del comitato contro l’impianto. Perché il ricorso venga incardinato, prima ancora che si entri nel merito, però, occorrerà aspettare almeno metà settembre e per allora gli impianti saranno in funzione.

Per questo gli attivisti chiamano tutti a raccolto a Niscemi e già dalle 8 di stamani, nonostante sia calato il silenzio sulla vicenda, i blocchi si stanno ricostituendo. Ampio l’elenco delle manifestazioni di protesta previste dal comitato.

Da oggi quello che gli attivisti chiamano il “blocco di massa” ovvero il presidio “caldo”, poi, da domani, il campeggio di protesta fino alla fine del mese. La prima settimana di settembre iniziative di lotta e tentativi di bloccare i mezzi che accedono al cantiere e dal 7 al 14 settembre il nuovo campeggio di presidio.

Dal 18 al 20 settembre, infine, tre giorni di sciopero generale a Palermo con una chiara impronta anti governo regionale. “Crocetta ha vinto le elezioni in base all’opposizione al Muos – scrivono gli attivisti nel loro manifesto – è il momento di sfrattarlo”.

 

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