Nuovo maxi risarcimento per trasfusione di sangue infetto. Vittima una giovane donna agrigentina che ha contratto l’epatite C.

Ancora una vicenda giudiziaria di maxi risarcimento legato ad un caso di malasanità. La Corte di Cassazione ha dato ragione ad una donna agrigentina contagiata da epatite C, a causa della somministrazione di sangue infetto durante un ricovero al S. Giovanni di Dio di Agrigento. Il fatto risale al 1995 quando la donna, 35.enne, scopre di essere positiva al virus e nel 2000 e avanza domanda di indennizzo per il conseguimento dei benefici. La richiesta viene respinta dal Ministero della Salute. Nel 2000, con l’assistenza degli Avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, la donna impugna il diniego innanzi al Tribunale di Agrigento che tuttavia da ragione al Ministero della Salute, come anche la Corte di Appello di Palermo. La giovane donna propone ricorso per Cassazione che, dopo tredici anni di battaglia processuale, da ragione alla ricorrente.

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