OPERAZIONE “ICARO” – Tribunale, Riesame rigetta le istanze, per 5 è confermato il carcere

Restano in carcere cinque coinvolti nell’inchiesta antimafia della Squadra Mobile di Agrigento, denominata “Icaro”. Si tratta di Antonino Iacono, “Ninu u giardinisi”, di 61 anni, di Agrigento, residente nella frazione di Giardina Gallotti (difeso dall’avvocato Antonino Gaziano);  Francesco Messina, di 58 anni, di Porto Empedocle (difeso dagli avvocati Antonino Gaziano e Rosario Fiore); Francesco Capizzi inteso “il milanese”, di 50 anni, di Porto Empedocle (difeso dall’avvocato Silvio Miceli); Francesco Tarantino inteso “Paolo”, di 29 anni, di Agrigento, residente a Porto Empedocle (difeso dagli avvocati Totò Pennica e Silvio Miceli); e Giuseppe Picillo, di 53 anni, di Favara (difeso dall’avvocato Angelo Nicotra).
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha infatti deciso di rigettare le istanze della difesa delle cinque persone e confermare la misura della custodia cautelare in carcere, già applicata, in quanto esisterebbero gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. Iacono, Messina, Capizzi, Tarantino e Picillo sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa ed estorsione, e i primi due sarebbero i nuovi capi
famiglia di Agrigento e Porto Empedocle, gli altri tre sarebbero stati a disposizione della cosca della città marinara.

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