PALAGONIA – Le bare dei coniugi uccisi portate a spalla

Accompagnate dal suono della banda musicale di Palagonia, le bare di Vincenzo Solano e della moglie Mercedes Ibanez hanno lasciato la camera ardente allestita nel Municipio del paese e sono state trasportate a spalla verso la chiesa di San Giuseppe per i funerali celebrati dal vescovo di Caltagirone mons. Calogero Peri. In corteo alcune centinaia di persone.

“Nessuno può sentirsi del tutto innocente: quando il male arriva è perché gli onesti dormono”, ha detto monsignor Peri nell’omelia. “Male e bene – ha aggiunto – non hanno colore, non sono bianchi o neri, stanno nel cuore dell’uomo, di qualunque razza sia”.

“Mentre a Roma e a Bruxelles si litiga a Palagonia e nel canale di Sicilia si continua a morire: si parli di meno, si agisca di più”, ha continuato monsignor Peri: “Basta a campagne elettorali infinite – ha aggiunto – pensiamo a risolvere i problemi della gente, perché o ci salviamo tutti o affondiamo tutti, come sul Titanic. Vendetta, odio e rancore, non risolvono i problemi ma li complicano”.

“L’accoglienza va fatta, ma va fatta un po’ meglio, anche perché si sapeva che certi inconvenienti avrebbero dato frutti cattivi”, prosegue l’omelia. “Questa terra di Sicilia – ha aggiunto – sta diventando un immenso cimitero in terra e in mare. Non ci stiamo che qualcuno impunemente può decidere sulla vita e la morte delle persone mentre c’è chi si arricchisce su lacrime e tragedie. Non ci stiamo più a una guerra tra poveri: tra disoccupati del posto e migranti in cerca di lavoro. Si sta creando una nuova civiltà e occorre che questo avvenga nel miglior modo possibile”.

IL 18ENNE IVORIANO INTERROGATO DAL GIP: “SONO INNOCENTE”. Si è concluso nel carcere di Caltagirone l’interrogatorio di Mamadou Kamara, il 18enne ivoriano accusato del duplice delitto della villa di Palagonia. Il gip Maria Ivana Cardillo all’uscita dall’istituto si è limitato a dire che “deciderò che il provvedimento sarà emesso entro 48 ore da quando è stato depositata la richiesta di fermo della Procura”. Nessun commento da parte del pm Anna Andreatta e dall’avvocato Gianna Catania. L’ivoriano è accusato di duplice omicidio aggravato e rapina.

L’ivoriano ha ribadito la sua “totale innocenza”. L’indagato ha confermato la sua tesi sostenendo di avere trovato dentro il cassonetto dei rifiuti il borsone con i cellulari, il pc portatile delle vittime e i suoi pantaloni sporchi di sangue. “Che ci faccio qui, voglio tornare a casa”, dice in carcere il diciottenne.

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