PALERMO – 14enne giù dalla finestra del liceo: in un libro il suo testamento

Tragedia in una scuola superiore di Palermo. Uno studente di 14 anni avrebbe tentato di suicidarsi gettandosi dalla finestra al secondo piano del liceo Cannizzaro di Palermo. L’adolescente è ricoverato in condizioni disperate nel reparto di Neurorianimazione dell’ospedale Villa Sofia. Ha fratture in tutto il corpo e un trauma cranico.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, che gli amici descrivono come un bravo studente, si sarebbe trattenuto in classe dopo il suono della campanella che annunciava la fine delle lezioni e ai compagni di classe che gli chiedevano perchè non uscisse avrebbe risposto: “Sto aspettando una persona”. Rimasto solo, poi, avrebbe scavalcato la finestra e si sarebbe buttato giù.

“Stiamo cercando di ridurre il sanguinamento a livello polmonare che potrebbe essere mortale.
Tre chirurghi toracici stanno lavorando sul ragazzino proprio per cercare di eliminare questo problema e quindi il rischio di morte – ha detto Paolino Savatteri, responsabile del reparto di Neurorianimazione dell’ospedale Villa Sofia di Palermo – Il ragazzo è arrivato alle 14,30. Da quanto sappiamo è caduto da circa nove  metri. Ha un politrauma severo. Il sanguinamento a entrambi i polmoni è molto grave con la compromissione della colonna vertebrale e della base cranica. Non c’è rischio di paralisi perchè il midollo non è stato leso”.

L’episodio avviene a pochi giorni di distanza dalla morte di un coetaneo di Catania, il ragazzino è caduto dal terzo piano della sua casa in via Vecchia Ognina ed è morto in una pozza di sangue. Per i genitori si è trattato di un incidente, ma non è chiaro se si sia trattato anche in quel caso di un suicidio.

In un libro di scuola potrebbe essere descritta la ragione del tragico gesto. La polizia ha sequestrato il testo sul quale l’adolescente avrebbe scritto alcune riflessioni sull’inutilità dell’esistenza umana che spiegherebbero la decisione di suicidarsi. Sul libro, poi, avrebbe indicato gli oggetti che voleva lasciare ad amici e familiari, una sorta di testamento.

Ma il condizionale è davvero d’obbligo visto che i familiari, gli insegnanti e i compagni di classe negano che la vittima abbia manifestato depressione o l’intenzione di togliersi la vita. La madre e il padre lo descrivono come un bravissimo studente e sostengono che stamattina era uscito di casa tranquillo come sempre. Secondo i racconti dei compagni, oggi era stato interrogato in matematica e l’interrogazione non era andata benissimo ma non sembrava preoccupato. Al termine delle lezioni un amico, vedendo che non usciva dalla classe, gli ha chiesto cosa aspettasse e lui avrebbe risposto che attendeva un amico. Alcuni coetanei l’avrebbero visto, dal cortile, seduto sulla finestra, ma nessuno l’avrebbe visto lanciarsi giù.

“Era capoclasse, aveva buoni voti – racconta la madre – non aveva problemi. Qualcuno deve averlo spinto. Giorni fa – dice – avevamo commentato la notizia di un ragazzo che si era suicidato ed era stupito che qualcuno avesse potuto fare una cosa simile”. Come ogni giorno la donna all’una e mezza ha chiamato a casa per vedere se il figlio era tornato e non ha avuto risposta. Poi il marito l’ha avvertita della tragedia. Il ragazzo ha le vertebre cervicali spezzate e un gravissimo trauma toracico. Le sue condizioni sono gravissime.

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