PALERMO – Blitz “Dna”: giudizio abbreviato per gli imputati

Vanno a giudizio con il rito abbreviato i quattro imputati dell’inchiesta antimafia “Dna”. Tale richiesta è subordinata all’audizione di alcuni testimoni. Il Gup di Palermo ha ammesso la richiesta dei difensori (gli avvocati Salvatore Pennica e Silvio Miceli) di ascoltare in aula le presunte vittime delle estorsioni. Il blitz è scattato il 25 ottobre. L’ordinanza di custodia cautelare era stata firmata dal gip di Palermo Fernando Sestito su richiesta del procuratore aggiunto Vittorio Teresi e del pubblico ministero Rita Fulantelli. In cella sono finiti Filippo Focoso, 41 anni, di Realmonte, ritenuto il capo della famiglia mafiosa locale, fratello di Joseph, storico killer di Cosa nostra; Salvatore Romeo, 52 anni, empedoclino, considerato vicino, insieme al cugino Maurizio Romeo, a Gerlandino Messina, ex capo di Cosa Nostra agrigentina. E poi ancora l’empedoclino Domenico Seddio, ritenuto un fedelissimo dello stesso Messina, e Francesco Luparello, di Realmonte, 37 anni, presunto affiliato alla famiglia mafiosa del suo paese. Tutti sono accusati di associazione mafiosa. Focoso e Luparello sono imputati pure di un caso specifico di estorsione. Secondo la Dda avrebbero costretto un imprenditore che opera nel campo della ristorazione ad assumere alle sue dipendenze la cugina di Focoso nonché moglie di Luparello che, però, è stato scarcerato dal tribunale del riesame. Il processo è stato rinviato al 20 aprile per l’audizione dei testi.

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