PALERMO – Blitz “Zefiro”, aggiornato il Codice d’onore

Nella nuova mafia persino le relazioni extraconiugali sono tollerate. Il vecchio codice d’onore di Cosa nostra è andato in soffitta. È stata la fuga forzata dei boss a cambiare le regole. Durante la latitanza le mogli sono lontane. Ed allora anche la scappatella diventa consentita. Ad una condizione, però: vi vuole riservatezza. Nessuno deve sapere.

Emblematica dei nuovi codici mafiosi è la conversazione fra Natale Bruno, considerato l’ultimo capo della mafia di Brancaccio, e Francesco Paolo Valdese, impegnato nei traffici di droga. Andavano a vedere un concerto nella piazza di Partinico. Era il 24 maggio 2012 e a bordo di una 500 discutevano di avventure amorose.

Bruno, conversando in macchina, lungo la strada per Partinico, spiegava che le cose erano cambiate. Il codice d’onore di Cosa nostra è stato aggiornato. Per la verià, ormai da anni, dalle carte giudiziarie emerge il cambiamento delle abitudini.

Le intercettazioni dell’ultimo blitz antimafia “Zefiro” di Palermo, inserite nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudcie per le indagini preliminari Lorenzo Matassa, svelano storie di sopraffazione, paura, ma anche connivenza. Nella nuova mappa del racket sono finiti parecchi commercianti. Una ventina in tutto. Molti sono ancora da identificare, di altri i poliziotti della Squadra mobile sanno già tutto. A cominciare dal fatto che nessuno di loro si sia deciso di denunciare. Nei prossimi giorni saranno convocati in Questura. Saranno di fronte ad un bivio: ammettere di avere pagato o negare e beccarsi una denuncia per favoreggiamento.

Spesso i mafiosi si accontentavano di piccole somme. Non gli era andata bene, invece, con gli imprenditori che gestivano un cantiere edile, ancora da individuare. C’era chi chiedeva tempo. Non perché non volesse pagare, ma perché diceva che gli affari andavano male.

E c’era chi, invece, come Salvatore Rosario Esposito, il pizzo lo avrebbe pagato con lo sconto grazie alle sue conoscenze. Vittima del racket sarebbe stata pure la Me.di.Ser con sede nella zona industriale di Brancaccio che si occupa del commercio di pollame e selvaggina. In questo caso, però, la cifra della messa a posto non è stata quantificata.

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