PALERMO – Corruzione: arrestati funzionari Regione Sicilia e imprenditori

I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo hanno eseguito 24 misure cautelari di cui 4 custodie cautelari in carcere, 12 arresti domiciliari e 8 obblighi di dimora. Coinvolti nell’inchiesta funzionari della Regione Sicilia e imprenditori accusati a vario titolo di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici.

Con lo stesso provvedimento il Gip ha disposto il sequestro preventivo di 14 imprese, 3 delle quali con sede all’estero (Ungheria, Austria e Romania), per un valore di circa 24 milioni di euro, nonché il sequestro, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per oltre 12,5 milioni di euro, pari all’ammontare dei contributi pubblici indebitamente percepiti.

In carcere sono finiti: Giovanni e Francesco Di Liberto, Paolo Giarrusso e Filippo Cangialosi, ex ex funzionario dell’ila. Tra i dodici ai domiciliari: l’ex ispettore capo dell’Ipa Antonino Cosimo D’Amico (attuale dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione), l’ex sindaco di San Cipirello Vincenzo Geluso (oggi componente dell’Ufficio di gabinetto dell’assessore regionale all’Agricoltura) e Giuseppe Guttadauro, noto avvocato palermitano nonché imprenditore agricolo. Tra gli otto sottoposti all’obbligo di dimora:Lilli Napoli, 60 anni, e Maria Luisa Virga, dirigenti dell’Ipa di Palermo; Gaetano Ales, 53 anni funzionario dell’Ipa; Salvatore Picardo, 58 anni, responsabile dell’area 4 tecnica del Suap del Comune di San Cipirello; Ciro Spinella, 65 anni, agronomo di Marineo; Girolamo Lo Cascio, 49 anni, rappresentante legale della “General T.e.c. soc. coop.”; Alessandro Russo, 41 anni, tecnico progettista della “Di Liberto srl”; Maria Concetta Catalano, 62 anni, dirigente dell’Ufficio intercomunale dell’agricoltura “Basse Madonie”.

LE INDAGINI.  L’indagine della Procura di Palermo che ha portato a 24 misure cautelari notificate, tra gli altri, a funzionari regionali e imprenditori, si e’ concentrata sull’iter di concessione di finanziamenti pubblici in agricoltura nell’ambito dei Programmi di Sviluppo Rurale Sicilia 2007/2013 e 2014/2020 che ruotano intorno all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura della Regione Sicilia, ente che deve valutare l’ammissibilita’ delle istanze volte ad ottenere i finanziamenti europei e nazionali. Dalle attivita’ svolte, sono nati due filoni di indagine: il primo relativo sulla percezione indebita di finanziamenti pubblici, il secondo, sull’operato dei funzionari pubblici che avrebbero dovuto controllare i requisiti e l’attribuzione dei punteggi per l’ammissione al contributo delle domande di finanziamento. Nell’ambito del primo filone investigativo sono state scandagliate le domande di finanziamento sulle misure 121 e 123 del PSR Sicilia 2007/2013 per circa 10 milioni di euro percepiti tra il 2012 e il 2018 da due societa’ riconducibili agli imprenditori Giovanni e Francesco Di Liberto. In particolare la DI LIBERTO S.r.l., ha avuto quasi 6 milioni di euro per l’ammodernamento dell’azienda agricola e per la realizzazione di un mattatoio a Ciminna (PA) e la LPB Soc. Coop oltre 4 milioni di euro per la realizzazione di un complesso agro-industriale nel comune di Monreale (PA). Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una organizzazione criminale, ideata dai fratelli Di Liberto, finalizzata a ottenere in modo illecito finanziamenti pubblici concessi dalla Regione Siciliana con la complicita’ di professionisti e di Filippo Cangialosi, funzionario istruttore dell’I.P.A. di Palermo. I Di Liberto, anche attraverso fatture false, sono riusciti a incassare indebitamente non solo le erogazioni relative a due domande di finanziamento, ma, nel mese di dicembre 2019, anche la prima tranche di una terza domanda di un sussidio di 2,5 min. La truffa e’ stata messa a segno documentando costi superiori a quelli sostenuti attraverso false fatturazioni emesse da societa’ italiane ed estere. Il secondo filone investigativo ha consentito di accertare l’esistenza di pratiche clientelari volte a favorire alcune domande di finanziamento relative ai PSR Sicilia 2007/2013 e PSR Sicilia 2014/2020, realizzate da pubblici ufficiali in servizio all’IPA di Palermo. L’inchiesta ha svelato la complicita’ tra chi chiedeva finanziamenti e alcuni dirigenti e funzionari dell’IPA di Palermo. Lo scopo era ottenere finanziamenti pubblici milionari concessi dalla Regione Siciliana alterando o sostituendo i documenti presentati a supporto delle richieste.

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