PALERMO – Gli immigrati si ribellano al pizzo: 10 arresti nel quartiere Ballarò

La Polizia di Stato ha eseguito 10 provvedimenti di fermo disposti dalla Dda della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo nei confronti dei presunti esponenti di un’organizzazione che avrebbe tenuto sotto controllo il quartiere Ballarò, vessando commercianti immigrati con richieste di pizzo. Gli indagati sono accusati di decine di reati, aggravati dal metodo mafioso e dalla discriminazione razziale, vicini alle famiglie mafiose di “Palermo Centro”. I reati contestati sono tentato omicidio, estorsione, incendio, rapina, violenza privata e lesioni personali tutti perpetrati ai danni di extracomunitari prevalentemente del Bangladesh. Le indagini della Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, hanno subito un decisivo impulso dopo l’arresto di Emanuele Rubino, 28 anni, accusato del tentato omicidio di Yusupha Susso, 22 anni, giovane gambiano ferito il 4 aprile scorso con un colpo d’arma da fuoco alla testa dopo avere reagito all’ennesimo atto di gratuita sopraffazione. La vicenda ha provocato la ribellione della comunità di immigrati che vivono nel centro storico, molti dei quali hanno denunciato le vessazioni subite dagli uomini del racket. All’operazione, tra i vicoli del rione Ballarò, hanno partecipato oltre 100 agenti. Agli ultimi esattori del pizzo di Palermo viene contestata non solo l’aggravante del metodo mafioso, ma anche della discriminazione razziale. Alcuni si sono barricati in casa questa notte, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per aprire le porte. Intanto, il mercato era circondato dalla polizia. Gli arrestati sono: Giuseppe e Giacomo Rubino, Vincenzo Centineo, Giovanni Castronovo, Emanuele Campo, Alfredo Caruso, Carlo Fortuna, Bruno Siragusa e Alessandro Cutrona.

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