PALERMO – Mafia, boss dello Zen: condanne per oltre un secolo

Leggeri, seppur significativi, sconti di pena ma anche tante conferme rispetto ad una sentenza di primo grado che aveva prodotto oltre un secolo di carcere.

 Sentenza d’appello per i 12 imputati ritenuti al vertice della cosca mafiosa dello Zen 2 di Palermo. Associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsione le accuse mosse nei confronti del gruppo criminale tenuto dal boss Guido Spina, insieme a Vincenzo Cosenza. Come riportato dal Giornale di Sicilia, per entrambi è arrivato uno sconto di pena dal giudice Roberto Riggio, rispetto alla sentenza di primo grado risalente al gennaio scorso, ossia quasi un anno fa. Un paio di mesi in meno sui 20 anni a testa di carcere affibbiati ai due, mentre addirittura un anno e 4 mesi in meno di detenzione è stato concesso a Sebastiano Arnone e Salvatore Giordano, intanto pentitisi. 9 anni e 4 mesi Pietro Vitale, 9 anni a testa per Alba Li Calsi e Maria Valenti, rispettivamente mogli di Spina e Cosenza. Otto anni ciascuno, invece, per Angela e Antonio Spina, figli del boss che tra i tanti suoi averi, poteva vantare una villa di assoluto lusso a pochi metri dal rione popolare dello Zen, oggi San Filippo Neri. 10 anni, infine, per Francesco Firenze, 8 per Nicolò Cusimano e 4 per Paolo Meli. Tutti responsabili di aver, direttamente o indirettamente, creato una fitta rete di spaccio di stupefacenti, soprattutto hashish e cocaina, oltre a diverse estorsioni sempre circoscritte al quartiere del capoluogo. Cinque le assoluzioni: quelle di Isidoro Cracolici e Nunzio Lombardo, ai quali il Gup aveva dato due anni a testa in primo grado, di Antonino Di Maio dai 2 anni e 8 mesi, di Giuseppe Leto (un anno e otto mesi) e Giovanni Battista Di Giovanni, al quale era stato dato un anno, tolto ieri in attesa del responso per tutti della Cassazione.

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