PALERMO -Mafia e venti di guerra alla Noce: 41 in manette

PALERMO – Fabio Chiovaro era il capo del mandamento della Noce. Finito in carcere nell’ottobre del 2010 è stato costretto a farsi da parte fino a maggio del 2011. Una volta tornato in libertà si è ripreso lo scettro del comando e ha messo in riga gli scissionisti. Con le buone e con le cattive. Un gruppo di ribelli, approfittando dell’assenza di Chiovaro, avrebbe cercato di fargli le scarpe. Li chiamavano gli stiddari. E così i venti di guerra soffiavano sul mandamento della Noce. A spegnerli il maxi blitz della polizia che stamani ha portato in carcere quarantuno persone. Gli agenti della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra mobile di Palermo hanno smantellato un intero mandamento azzerando le tre famiglie che lo compongono: Noce, Altarello e Cruillas-Malaspina.

I reati sono quelli tipici del repertorio di Cosa nostra: associazione mafiosa, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, interposizione fittizia, possesso ed uso illegale di armi da fuoco. Cambia la mappa del potere, ma l’imposizione del pizzo resta una costante per vecchi e nuovi boss. Tanti, troppi commercianti e imprenditori continuano a pagare. Alcuni, però, hanno trovato la forza di denunciare. I boss battevano cassa persino sul set della Magnolia fiction che stava girando i Segreti del’acqua con Riccardo Scamarcio. Le minacce sul set sarebbero arrivati tramite i figli di Enzo Castagna, titolare di una una società palermitana attraverso cui la mafia avrebbe imposto persino la scelta di maestranze e controfigure.
Le indagini hanno registrato la violenta reazione dei vertici “ufficiali” del mandamento al tentativo di ribaltare le gerarchie della famiglia mafiosa. Da una parte Franco Picone, indicato come il reggente durante l’assenza di Chiovaro, e dall’altra Salvatore Seidita, alla testa del gruppetto di ribelli composto da Giuseppe Sammaritano, Umberto Maltese e Antonino Bonura. Quando Chiovarò tornò in libertà raccolse le lamentele dei suoi picciotti: … molti erano convinti che tu stavi organizzando il ribaltamento”. E scattarono le ritorsioni.
Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo ci consegnano la storia di un mandamento molto attivo nel tentativo di serrare i ranghi della Cosa nostra palermitana indebolita dalle operazioni delle forze dell’ordine. C’erano, infatti, anche i rappresentanti della Noce a Villa Pensabene, quando nel 2011 i boss furono convocati dal reggente del mandamento di San Lorenzo, Giulio Caporrimo, per ricompattare le famiglie. In rappresentanza della Noce c’era Cosimo Michele Sciarabba, il Mister X scovato in una fotografia dal Mensile S mentre andava al summit a braccetto con due pezzi da novanta. Per mesi è stato un mafioso senza nome. Poi, gli investigatori guidati da Maurizio Calvino e Nino De Santis hanno scoperto che non si trovava lì per caso, ma per rappresentare il mandamento. Un volto pulito ma affidabile visto che è figlio durante Salvatore Sciarabba, mafioso di Belmonte Mezzagno. A Villa Pensabene Cosimo arrivò con Peppuccio Calascibetta, capomafia di Santa Maria del Gesù che pochi mesi dopo sarebbe stato crivellato di colpi. Ricompattare le famiglie, dunque. E per ricompattare le famiglie servono soldi. Ecco allora giustificati gli investimenti di Cosa nostra nelle agenzie di scommesse sportive. Una sfilza di centri è finita sotto sequestro. Gli introiti andavano alla mafia che pagava gli stipendi ai picciotti del racket.
Questo l’elenco completo degli arrestati: Fabio Chiovaro e Franco Picone (capi della Noce), Gaetano Maranzano (capo della famiglia di Cruillas), Vincenzo Tumminia (capo della famiglia di Altarello), Antonino e Gaspare Bonura, Santino Chiovaro, Luca Crini, Girolamo Albanese, Marcello Argento, Tommaso e Gaetano Castagna, Carlo Castagna, Cosimo Grasso, Giuseppe Bonura, Giovanni Matina, Santo Pitarresi, Cosimo Michele Sciarabba, Salvatore Seidita, Felisiano e Tommaso Tognetti, Giuseppe Sammaritano, Giuseppa Mirabella, Girolamo e Giovanni Seidita, Salvatore Seidita, Marcello Argento, Giovanni Guddo, Domenico Spica, Massimiliano Ingarao, Giuseppe Enea, Giorgio Perrone, Umberto Sammaritano, Vincenzo Toscano, Vincenzo Landolina, Alessandro Guddo, Vincenzo Acone, Silvestro Castelluccio, Francesco Vella, Dario Giunta, Salvatore D’Amico, Giacomo Nicolò Sciarratta.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Francesco Del Bene, Gianluca De Leo e Lia Sava.

FONTE: LIVESICILIA

Tutti i volti degli arrestati nell’operazione antimafia della Squadra mobile di Palermo che ha azzerato le famiglie mafiose della NocePrecedente1/41SuccessivaIMG_1570

 

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