PALERMO – “Lombardo, giù le mani da Palermo”

PALERMO – Leoluca Orlando scende ufficialmente in campo, da oggi è in corsa per la poltrona a sindaco di Palermo, sostenuto da un’ampia fetta del centrosinistra, tra cui Pd, Idv, Verdi, Comunisti Italiani, Federazione della Sinistra e da tutti i movimenti che non hanno riconosciuto Fabrizio Ferrandelli come vincitore delle primarie indette lo scorso 4 marzo. Allora, Ferrandelli superò per numero di voti Rita Borsellino, Davide Faraone e Antonella Monastra.

ATTACCO A LOMBARDO E AL PD. “Io mi candido a sindaco di Palermo. A tutti coloro che per ora si occupano della città per giochi e interessi nazionali, dico giù le mani da Palermo” spiega in conferenza stampa. “Lombardo, giù le mani da Palermo, giù le mani da una città di un milione di persone che non possono rimanere ostaggio di un governatore indagato per mafia. Raffaele Lombardo non è una persona ma un sistema di potere che noi combattiamo”.

Secca la replica a Walter Veltroni, che aveva criticato al sua scelta di candidarsi: “Veltroni giù le mani da Palermo. Perchè non parli del tuo Pd che in Sicilia appoggia un governatore indagato per mafia?”. E non le manda a dire a Vendola: “Sel? – ha aggiunto Orlando – Rispettiamo le scelte, ma io a Vasto c’ero. In quella foto non era presente un presidente della Regione indagato per mafia sostenuto dal Pd e non c’erano voto di scambio, brogli e incetta di certificati elettorali”.

PRIMARIE DROGATE. “Sono state primarie drogate, inquinate e lo dico con franchezza, al di là di chi ha vinto. È in gioco la credibiità del centrosinistra, la libertà di voto dei cittadini e mi candido per difendere questa libertà – sottolinea Orlando – Andrò dal ministro degli Interni e dal commissario di Palermo per esigere la libertà di voto dei palermitani”. E aggiunge: “Palermo come Napoli, ma con l’aggravante che qui il Pd non ha ritirato il candidato vincitore delle primarie inquinate”.

IL CASO FERRANDELLI. “Ferrandelli è diventato lo strumento di una linea politica, non so se consapevolmente o no. E il suo percorso da virtuoso è diventato vizioso” spiegando i motivi per cui Idv non ha sostenuto Fabrizio Ferrandelli che al momento della candidatura alle primarie era capogruppo del partito in consiglio comunale. “Il percorso di Ferrandelli era virtuoso – ha aggiunto Orlando – poi a un certo punto è cambiato, quando a ottobre nel corso di un’assemblea parlò della sua possibile candidatura, in prima fila era seduta Antonello Cracolici (Pd). Non è caduto nelle mani di Cracolici last minute ma è diventato strumento di una strategia politica ben precisa”.

Poi, ha proseguito “il percorso è diventato vizioso quando ha ridimensionato i brogli nei seggi delle primarie e ha assunto toni gravissimi quando si è recato allo Zen per solidarizzare con la persone indagata dalla Procura dicendo che era normale trovare in casa del responsabile di una associazione i certificati elettorali degli associati”.

FONTE: LA SICILIAWEB.IT

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