PALERMO – Perse seno per tumore non diagnosticato il giudice condanna il medico e il Policlinico

Il giudice monocratico della prima sezione del tribunale civile di Palermo, Marinella Laudani, ha condannato il Policlinico universitario del capoluogo siciliano, la società Pamafir srl e un medico, Antonio Marrazzo, a pagare 542.500 euro, “in solido” fra di loro, oltre alle spese legali, quantificate in 21.450 euro, a titolo di risarcimento in favore di una donna. La signora, che oggi ha 72 anni, nel 1996 e nel 1997 si sottopose a una serie di screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella.

Nonostante ve ne fossero le condizioni, il radiologo Marrazzo non si rese conto che la donna aveva già una neoplasia in corso. Per questo mancato accertamento, nel ’99 la paziente dovette subire poi un intervento chirurgico devastante, con l’asportazione della mammella. La causa si è conclusa in primo grado dopo quasi dodici anni e il giudice Laudani ha accolto le tesi dei legali della “attrice”, gli avvocati Pietro Visalli e Antonino Di Fresco.

La paziente aveva cominciato a controllarsi sin dall’età di 45 anni e i test erano risultati negativi sino al 1994. Nel ’96, pero’, un esame mammografico, eseguito all’Istituto materno infantile, segnalò la presenza di una “calcificazione puntiforme”, non ritenuta significativa dal radiologo che lo eseguì. L’anno dopo un altro controllo fu eseguito da Marrazzo nel poliambulatorio gestito dalla società Pamafir srl.

Nonostante la possibilità di effettuare comparazioni con le precedenti mammografie e sebbene

vi fosse il preoccupante precedente, ancora una volta non fu scoperto alcunchè. Fino a quando, nel ’99, proprio nel punto in cui era stata individuata la calcificazione, fu trovato un tumore alla mammella di grandi dimensioni. Per toglierlo, la donna dovette sottoporsi a un intervento “demolitorio” devastante. Ora il risarcimento che, sottolineano i legali, non potrà certo ripagare le sofferenze patite e i danni fisici permanenti riportati.

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