POLITICA – Cimino a Micciché: “Ognuno per la sua strada”. E nasce Voce Siciliana

La decisione di Micciché di schierare “Grande Sud” al fianco di Berlusconi alle prossime elezioni politiche, ha provocato costernazione ed incredulità in gran parte dei militanti del partito.
Non è rimasto contento Michele Cimino, braccio destro di Micciché che senza mezzi termini, ha già fatto sapere che non lo seguirà preannunciando la nascita di un nuovo movimento al quale aderiranno i numerosissimi seguaci del deputato agrigentino ma soprattutto quanti, facendo leva su quel basilare principio di dignità e di coerenza di cui tutti i politici dovrebbero essere dotati, non saranno disposti ad avallare le verosimili velleità di potere dell’ex candidato alla presidenza della Regione siciliana.
Si chiamerà “Voce Siciliana” ed attualmente non può considerarsi nemmeno una costola di Grande Sud e Cimino potrà contare sulla forza di numerosi esponenti politici laziali, campani, pugliesi, calabresi e soprattutto siciliani.
“Prima di tutto viene il popolo siciliano – ha sempre dichiarato Cimino – con tutti i suoi problemi economici, occupazionali e sociali. Poi tutto il resto…”
In merito alla decisione di Micciché, Cimino dichiara: “Gianfranco è stato e sarà sempre un grande amico. Con lui ho convissuto tante battaglie che spesse volte ci hanno dato ampie soddisfazioni. Purtroppo la politica, a volte, riesce anche a farti dividere con chi hai condiviso progetti e ambizioni, ma questo non vuol dire che oggi Gianfranco Miccichè sia diventato un mio nemico. Ognuno per la sua strada e tanti auguri per il futuro cammino”.
All’interno del consiglio comunale di Agrigento, i consiglieri arancioni hanno già espresso la volontà di procedere compatti al seguito di Michele Cimino.
“Non voterei mai per un partito “lavatrice” da caricare non di detersivo rigenerante, ma di calcare” – ha dichiarato apertamente il capogruppo Alessandro Patti.
Per l’ufficialità della scissione, si dovrà attendere l’esito di una riunione romana prevista per oggi, ma è difficile ipotizzare la prosecuzione di un cammino comune tra i due leader suddisti.

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