PORTO EMPEDOCLE – Rigassificatore, la Regione Sicilia autorizza la costruzione del gasdotto

Rigassificatore, la Regione Sicilia autorizza la costruzione del gasdotto, i lavori inizieranno entro un anno. Con apposito decreto dello scorso 25 luglio l’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità ha infatti dato parere positivo all’avvio delle opere per la realizzazione dell’ “allacciamento terminale gnl Nuove Energie di Porto Empedocle”. Un lungo “serpente” di acciaio che attraverserà i territori dei comuni di Porto Empedocle, Raffadali, Agrigento e Joppolo Giancaxio per collegare l’impianto ai gasdotti già esistenti sul territorio di Caltanissetta. Un’opera di quasi 14 chilometri il cui progetto risale al novembre 2009 e che ha trovato nel tempo la ferma (ma a questo punto inutile) contrarietà delle comunità locali. Su quattro comuni interessati, infatti, due, Agrigento e Raffadali, avevano espresso parere negativo in merito al tracciato del progetto (il primo con deliberazione del Consiglio comunale del maggio 2011, il secondo nel marzo dello stesso anno). Una vicenda, quella del passaggio del metanodotto sul territorio comunale della città dei Templi che, si ricorderà, era finito anche nelle aule di tribunale, con il Comune che (insieme a Camera di commercio e associazioni ambientaliste) si erano rivolti al Tar del Lazio per bloccare le autorizzazioni della Regione, poi “sbloccate” dal Consiglio di Stato.

Incassati tutti i pareri, tra cui l’autorizzazione paesaggistica della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, adesso l’Assessorato da il via libera ai lavori, riconoscendo tra le altre cose la “conformità agli strumenti urbanistici vigenti” e la possibilità di dare avvio alle procedure di esproprio dei terreni interessati dal passaggio del metanodotto. Nel provvedimento dello scorso 24 luglio la Regione dichiara inoltre la “pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dell’opera” per la durata di cinque anni dal decreto. Lasso temporale entro il quale dovranno essere emessi i provvedimenti ablativi, mentre i lavori di costruzione dovranno iniziare entro 12 mesi e concludersi entro tre anni.

Contro il provvedimento, ovviamente, è ammessa la possibilità di presentare ricorso entro 60 giorni al Tar o entro 120 giorni al presidente della Regione, ed è verosimile che la notizia, fino ad oggi rimasta sconosciuta ai più, potrebbe “ravvivare” il dibattito sulla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle. Le associazioni ambientaliste e culturali della città infatti non hanno mai abbassato l’attenzione sul tema, anche se da tempo ormai non si era più parlato della struttura di Enel Nuove Energie. Tregua che sembra adesso destinata ad essere interrotta.

 

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