PROCESSO “MAGINOT”: nove condanne per fiancheggiatori boss Falsone

Il Gup del Tribunale di Palermo Lorenzo Jannelli ha emesso nove condanne al termine del processo che si è celebrato con il rito abbreviato contro i fiancheggiatori dell’ex reggente di Cosa nostra agrigentina Giuseppe Falsone, di 42 anni. La pena più pesante è stata inflitta proprio al boss, di Campobello, condannato a 18 anni di reclusione (l’accusa ne aveva chiesti 20). Il processo è scaturito dall’operazione antimafia “Maginot” del luglio 2011. Condannati anche Salvatore Morreale, di Favara, 42 anni, a 8 anni e 8 mesi e Antonino Pirrera, 59 anni, di Favara, a 8 anni e 8 mesi. Otto anni di reclusione sono stati inflitti a Carmelo Cacciatore, 47 anni, di Agrigento e Francesco Caramazza, 38 anni, di Agrigento; 6 anni di carcere per Calogero Pirrera, 73 anni, di Favara e Liborio Parello, 41 anni, di Agrigento; 2 anni e 8 mesi di reclusione per Giuseppe Maurello, 42 anni, di Lucca Sicula e Antonino Perricone, 41 anni, di Villafranza Sicula. Assolto Giovanni Vinti, 42 anni, di Ribera (10 anni la richiesta del Pm). L’inchiesta “Maginot” condotta dalla Squadra mobile di Agrigento, con il coordinamento della Dda di Palermo, ha consentito di individuare i “picciotti” e i capi “famiglia” al servizio di Falsone, e i ruoli operativi che costoro avevano assunto nel periodo di latitanza del boss campobellese a Marsiglia. Oltre a garantirgli protezione, gli imputati avrebbero puntato l’attenzione sui lavori di realizzazione dell’aeroporto di Agrigento, il centro commerciale di Villaseta e il raddoppio della Strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta.

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