PROCESSO PALMA IMPORT – Traffico di droga e armi, : la Cassazione annulla la sentenza

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza emessa il 7 marzo 2011 dalla  Corte di Appello di Palermo che aveva condannato diversi soggetti di Palma di Montechiaro nell’ ambito del processo scaturito dall’operazione “Palma import” avente ad oggetto il traffico internazionale di droga ed armi. Il processo era scaturito da diverse intercettazioni ambientali effettuate dal Commissariato di polizia di Palma di Montechiaro che hanno permesso di individuare diverse persone secondo l’ accusa facenti parte di un’associazione dedita al traffico di stupefacenti. La sentenza  di primo grado del maxi processo emessa dai giudici della prima sezione penale di Agrigento era stata sostanzialmente  confermata dalla Corte di Appello di Palermo che si era limitata a riformare il provvedimento dei primi giudici solo in relazione a qualche posizione processuale in merito alla misura di pena, confermando sostanzialmente il quadro indiziario. Queste le condanne: Domenico Pace, 25 anni e 6 mesi di reclusione, Emanuele Ancona, 14 anni e 6 mesi, Calogero Bongiorno,  13 anni, Giovanni Inguanta, 13 anni,  Giuseppe Napoli, 1 e 6 mesi, Totuccio Pace,  20 anni e 6 mesi di reclusione,  Vincenzo Scibetta, 20 anni e 6 mesi, Domenico Morgana, 6 anni, Angelo Falsone, 12  anni, Francesco Guel,i 12 anni, Domenico Manganello, 12 anni, Antonino Pace, 13 anni, Aurelio  Scerra, 1 anno e 6 mesi. La Suprema Corte, accogliendo la tesi dei difensori Antonio Impellizzeri, Calogero Meli, Anna Americo e Francesco Scopelliti, ha annullato la sentenza in relazione al delitto associativo rinviando il processo per un nuovo esame sul punto nuovamente ai giudici palermitani i quali dovranno nuovamente pronunciarsi in merito alle posizioni di Domenico Pace, Antonino Pace, Totuccio Pace,  Giovanni Inguanta, Domenico Manganello, Emanuele Ancona, Angelo Falsone, Francesco Gueli e Vincenzo Scibetta. Rigettati i ricorsi di Domenico Morgana e Giuseppe Napoli per i quali la sentenza è divenuta definitiva.

In merito alla posizione di Aurelio Scerra, difeso dall’ avvocato Maria  Licata, la Corte ha annullato in relazione alla mancata concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena.

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