RACALMUTO – E’ morto Aldo Scimè Vice Presidente della Fondazione Sciascia

E’ morto a Palermo dove viveva all’età di 92 anni, ne avrebbe compiuti 93 il prossimo 5 settembre, Aldo Scimè, vicepresidente della Fondazione Leonardo Sciascia. Grande amico dello scrittore, Scimè è stato cofondatore della Rai Sicilia, segretario generale dell’Ars, presidente della Fondazione Whitaker. Una lunga carriera sempre ai vertici, senza mai perdere stile e garbo.

Vicepresidente della Fondazione Leonardo Sciascia fin dal giorno dell’istituzione, per volere dello stesso Sciascia che era legatissimo al suo amico Aldo. E proprio a Racalmuto, negli anni della prima giovinezza, era maturata l’amicizia tra Aldo Scimè e Leonardo Sciascia: un’amicizia mai venuta meno.

La carriera di Aldo Scimè è sempre stata ai vertici. E’ stato uno dei fondatori della Rai Sicilia, conducendone per molto tempo programmi e notiziari. E’ stato segretario generale dell’Assemblea generale siciliana – un posto che, attualmente, è ricoperto da suo figlio Fabrizio.

Presidente per molti anni della Fondazione Whitaker, Scimè si è sempre mosso in ogni ambiente con passo felpato, equilibrio e misura.

Se ne va lasciando il ricordo di una somma di incontri, di riflessioni e di preziosi documenti che adesso sarà compito di chi lo ha amato raccogliere e conservare per chi vorrà studiarli.

A cominciare dagli amati figli. Rosanna, primario di Ematologia, assistente devota durante la lunga malattia insieme con l’insostituibile marito, Ennio Giardina. Salvatore, il cronista Rai che ha seguito le orme paterne nella professione prediletta. E Fabrizio, oggi alla guida dell’Assemblea regionale dallo stesso ufficio del padre. Tutti vicini alla mamma, Nina Lo Presti, donna che mise da parte la sua laurea in lettere per seguire ogni passo di una vita vissuta insieme, fra Palermo e la Noce.

Quella  Contrada Noce, la casa fra pini e vigneti a due passi da quella di Leonardo Sciascia, l’amico di infanzia poi presentato ad Elvira Sellerio quando a Palermo cominciò l’avventura della casa editrice. E per raccontare la vita di Scimè da quell’angolo amato della campagna di  Racalmuto . Dove Sciascia leggeva i manoscritti del “Giorno della civetta” o di “A Ciascuno il suo” seduto sui gradini della soglia d’ingresso a una minuta platea di amici come Carmelo Rizzo, Salvatore Restivo o Emanuele Cavallaro, il cugino che convinse a seguirlo nell’avventura della Rai come primo cineoperatore. E insieme, partendo da Racalmuto, cominciarono a raccontare la Sicilia al Paese, calandosi perfino nelle miniere di zolfo dove cavatori e “carusi” delle “Parrocchie di Regalpetra” picconavano a 35 gradi sotto terra, nudi.

 

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