RACALMUTO – I beni di Calogero Romano sotto amministrazione giudiziaria. la Dda invoca la sorveglianza speciale

Contestualmente al sequestro dei beni, la Procura antimafia di Palermo, tramite l’aggiunto Paolo Guido e la sostituto Alessia Sinatra, ha proposto l’applicazione della misura della sorveglianza speciale a carico dell’imprenditore di Racalmuto, Calogero Romano, in quanto ritenuto “socialmente pericoloso”. A decidere nel merito sarà l’apposita sezione del Tribunale di Agrigento presieduta da Luisa Turco, il prossimo 19 aprile, in contraddittorio, in presenza dei difensori di Romano, che sono gli avvocati Salvatore Pennica e Antonino Caleca. Nel corso dello stesso procedimento sarà dibattuta non solo l’applicazione della misura della sorveglianza speciale, estendibile fino a un massimo di 5 anni, ma anche l’eventuale confisca dei beni adesso sotto sequestro.

Il sequestro patrimoniale, disposto dalla Procura antimafia di Palermo e dalla Sezione misure prevenzione del Tribunale di Agrigento, ed eseguito dalla Guardia di Finanza, a carico dell’imprenditore di Racalmuto, Calogero Romano, 61 anni, per 120 milioni di euro, non determina lo stop alle attività imprenditoriali sotto sequestro. Infatti, le stesse attività aziendali, legate ad esempio alla conduzione e posa della fibra ottica, o l’autodromo “Valle dei Templi” a Racalmuto, sono state affidate ad un amministratore giudiziario. In proposito è stato nominato l’avvocato palermitano Rosario Di Legami, il cui incarico non è solo limitato a garantire la continuità operativa ma anche, laddove possibile, a consolidare e sviluppare il volume d’affari.

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