RAGUSA – Loris, la madre fermata per omicidio “Non l’ho ucciso, era il mio bambino”

Dopo oltre sei ore d’interrogatorio in Procura, Veronica Panarello, madre di Loris Andrea Stival, è stata fermata per l’omicidio del figlio. La donna non ha confessato di averlo ucciso, ma i troppi “buchi” e le incongruenze nella ricostruzione della maledetta mattina di sabato 29 novembre hanno convinto gli inquirenti a contestarle i reati di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Nessun complice, la donna agì da sola. “Se è stata davvero lei, mi cade il mondo addosso, non ci posso credere… “ ha detto stravolto il marito David Stival.

L’interminabile giornata di Veronica inizia alle ore 17.20 giorno dell’Immacolata, un tam tam che trasforma via Garibaldi in un tapis roulant. Esce, dalla sua abitazione, con un cappuccio in testa, come un burga della vergogna, per nascondersi dall’assalto delle telecamere con il marito Davide che l’accompagna. Sale assieme a lei, nell’auto della Polizia che li porterà in Procura, alle 17.50. Nealla stanza degli interrogatori, Veronica trova il procuratore capo Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota, i vertici di Polizia e Carabinieri. E per i magistrati, dopo le sei ore d’interrogatorio, è lei l’assassina di Loris. Pochissimi passaggi  sulla ricostruzione della mattinata dell’omicidio, soltanto tre- quattro domande su orari e luoghi. Tre gli elementi che i magistrati Le contestano: non ha portato Loris a scuola, che è rimasto a casa per tutta la mattina fino alla morte; ha mentito su tutta la ricostruzione; è stata al vecchio mulino. Dunque: ha ucciso Loris. Ma Veronica, prima che la invitassero a nominare un avvocato di fiducia, ribatte ancora di non essere stata lei.”Loris non l’ho ucciso io, lui è il mio bambino”. Dunque, Veronica non ha confessato, ma non è riuscita a riempire di risposte plausibili e convincenti gli enormi buchi del film horror di quella mattinata di sangue e di misteri.  Il difensore, l’avvocato Franesco Vilardita precisa:”La mia assistita è un’indagata ma questo non significa che sia colpevole”.

Tirato in ballo da un post su Facebook e dal chiacchiericcio del paese, Fausto Mandaràò, genero di Orazio Fidone, al secolo il “cacciatore”, rompe il silenzio, annunciando querele. “Io la Signora Veronica Stival non la conosco – dichiara- non l’ho mai frequentata, non ne so niente”. Smentendo dunque le voci che incrociavano le loro vite; né colleghi al resort, né genitori che si conoscono fra scuola e palestra di arti marziali. Insomma Fausto giura:”Non sono io “mister x”

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