RAVANUSA – Il giorno dell’ultimo saluto [FOTO]

Ravanusa dà l’ultimo saluto alle vittime dell’esplosione di via Trliussa avvenuta sabato sra in cui sono morte 9 persone, 10 con Samuele che doveva venire venire al mondo in questi giorni dentro il grembo di Selene Pagliarello. Una folla commossa ed in commosso silenzio è presente a piazza Primo Maggio.La Sicilia è unita nel dolore per l’ultimo saluto alle vittime della tragedia di Ravanusa nel piazzale antistante la chiesa Madre. In tanti si sono radunati davanti alla chiesa Madre: si è deciso di officiare le esequie fuori per ragioni di sicurezza.C’è un silenzio surreale in piazza Primo Maggio. Schierati, in alta uniforme, ai piedi dell’ingresso della chiesa Madre, tutte le forze dell’ordine. Nelle prime file, indossando la fascia tricolore, ci sono tutti i sindaci dell’Agrigentino. Su uno dei balconi che si affaccia sulla piazza, uno striscione con la scritta: “Dio vi accolga fra le sue braccia – io sono la resurrezione e la vita, chi crede in me, anche se muore, vivrà”.

Le nove bare, con 10 corpi, sono arrivate alle 16,34 in piazza Primo Maggio. Straziante il pianto dei parenti delle vittime. Un’atmosfera irreale regna nel cuore di Ravanusa, con centinaia di persone ammutolite da un dolore troppo grande per poter essere raccontato.

I feretri delle nove vittime della strage di Ravanusa sono appena arrivati in corso della Repubblica da dove, a braccia, saranno trasportati nella vicina piazza Primo Maggio per i funerali celebrati dall’arcivescovo Alessandro Damiano. Sulla strada sono state tracciate le linee degli stalli da 1 a 9 dove i carri funebri, arrivati in corteo, si sono fermati. Silenzio surreale misto ad applausi al passaggio delle vittime dell’esplosione di via Trilussa.

In piazza Primo Maggio, non lontano da via Trilussa epicentro della tragedia, erano già arrivati il presidente della Regione, Nello Musumeci, il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini e il capo nazionale della Protezione civile Fabrizio Curcio.Presente anche il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa. In elicottero, da Roma, è arrivato il prefetto, capo dipartimento dei vigili del fuoco, Laura Leo. Corso della Repubblica è listato a lutto con più corone di fiori.

In una sola bara ci sono due vite spezzate: il piccolo Samuele Carmina, atteso come dono di Natale dalla famiglia, sarebbe dovuto nascere mercoledì ma è rimasto nel grembo della madre Selene ritrovata assieme al marito Giuseppe sul divano dei futuri nonni, Enza Zagarrio e Angelo Carmina, morti anche loro. Il sogno di una futura natalità spezzata riemerge nella foto dei necrologi appesi nel vicino paese di Campobello di Licata, che ritrae i due giovani, 30 anni lei e 35 lui, abbracciati e felici. Un fiocco azzurro è stato posto sulla bara di Selene.

In una sola bara ci sono due vite spezzate: il piccolo Samuele Carmina, atteso come dono di Natale dalla famiglia, sarebbe dovuto nascere mercoledì ma è rimasto nel grembo della madre Selene ritrovata assieme al marito Giuseppe sul divano dei futuri nonni, Enza Zagarrio e Angelo Carmina, morti anche loro. Il sogno di una futura natalità spezzata riemerge nella foto dei necrologi appesi nel vicino paese di Campobello di Licata, che ritrae i due giovani, 30 anni lei e 35 lui, abbracciati e felici. Un fiocco azzurro è stato posto sulla bara di Selene.

“Ci auguriamo che vengano accertate le responsabilità di questa tragedia ma non dimenticheremo quello che è accaduto”. Lo ha detto il sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo, ai funerali delle vittime della strage di via Trilussa. D’Angelo ha tracciato un profilo personale delle vittime. “Sono arrivato dopo il boato e mi sono sentito solo ma è durato poco. I soccorsi sono arrivati prestissimo. Grazie prefetto e ingegnere Curcio”. D’Angelo ringrazia tutti i responsabili delle forze dell’ordine e aggiunge: “Avremmo voluto tutti fare di più ma vi saremo eternamente grati per quello che avete fatto”.

Strazianti le parole della vedova di Giuseppe Carmina che ha perso pure i suoceri. “Non fermiamoci al materiale perché tutto, con uno scoppio, viene distrutto. La casa è vuota, le bambine piangono, ma con Cristo tutto diventa più sopportabile. Il mio Peppe non è in quella bara perché lui vivrà per sempre”. Lo ha detto Eliana, moglie di Giuseppe Carmina il pittore di 33 anni (una delle due ultime vittime estratte dalla montagna di macerie di via Trilussa). Eliana è cognata di suor Agata che dal convento di Torino è subito tornata a Ravanusa dove ha atteso, piangendo e pregando, che i corpi del papà e il fratello Giuseppe venissero estratti dal garage dove si trovavano e sul quale sono crollati 4 solai.

Al termine pallo0ncini bianchi sono stati liberati pronti a volare per stagliarsi su un cielo buio e scuro che più non si può.

Condividi
         
 
   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.