REALMONTE – Scala dei Turchi, identificato l’uomo che l’ha imbrattata

La sua pagina instagram è un delirio contro il “sistema” e contro le forze dell’ordine. E sarebbe questa la motivazione del folle gesto di spargere polvere di intonaco rossa per imbrattare la Scala dei Turchi. Ma sono bastati tre giorni e l’uomo, e il suo accompagnatore, sono stati identificati e denunciati dai carabinieri della Compagnia di Agrigento alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Ad incastrarli la videosorveglianza e soprattutto i precedenti di Domenico Quaranta, 45 anni, favarese, già autore di atti vandalici nella riserva di Punta Bianca (anche in quel caso imbrattata con vernice rossa), ma anche su arredo urbano ad Agrigento e San Leone.

I carabinieri dopo una perquisizione nella sua casa di Favara hanno anche sequestrato materiale che lo incastrerebbe. Con lui è stata denunciata un’altra persona che avrebbe però un ruolo marginale e di mero accompagnatore anche se sono in corso accertamenti approfonditi pure su di lui per capire esattamente quale sia stato il suo ruolo.

Domenico Quaranta è pluripregiudicato con diversi precedenti giudiziari e di polizia alcuni anche piuttosto gravi come quelli del 2001, quando, dopo una conversione all’Islam in carcere, aveva messo a segno un attentato nella metropolitana di Milano e aveva anche cercato di danneggiare il tempio della Concordia facendo esplodere una bombola del gas e lasciando una delirante rivendicazione legata alla ritorsione americana in Afghanistan dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

Quaranta è un uomo già sottoposto a misura di prevenzione (anche se alcune proposte sono state rigettate dal Tribunale di Palermo) ed ha anche il divieto di avvicinamento ad Agrigento disposto dalla Questura.
Secondo la Procura all’origine del gesto ci sarebbe “un atteggiamento di generica e vaga contestazione nei confronti del sistema e delle forze dell’ordine”.

Queste le dichiarazioni del Colonnello Vittorio Stingo:

“L’Arma dei Carabinieri è intervenuta nell’immediatezza per individuare subito gli autori di questo crimine ad opera di scellerati che ha deturpato uno dei beni paesaggistici più importanti della Sicilia. L’Arma non molla il territorio a difesa dei nostri cittadini e delle bellezze naturali” 

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