REGIONALI 2012 – Le strane elezioni di Pachino e Rosolini. Si torna al voto

Elezioni suppletive a Pachino e Rosolini. Una mini tornata elettorale che ha il sapore di commedia pirandelliana e giallo alla Camilleri. Urne aperte in appena nove sezioni nei comuni di Rosolini e Pachino, in provincia di Siracusa. Ottomila elettori saranno chiamati a rivotare per le elezioni regionali, celebrate due anni fa, dopo la sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) che ha disposto la ripetizione del voto alla luce delle denunce di presunte “schede ballerine” che avrebbero inquinato il voto, su cui ha aperto una indagine anche la Procura. 

Si rivota oggi nelle sezioni 2, 11, 13, 14,15 e 23 di Pachino nelle sezioni 3, 7 e 11 di Rosolini. Urne aperte dalle 8 alle 22 e inizio dello spoglio alle 8 di domani. Situazione congelata al 2012, era il duello Crocetta-Musumeci, e non mancano le anomali.

Alcune delle liste presenti due anni oggi non ci sono più (il Pdl ne è un esempio), problemi che si riflettono per esempio sulla nomina dei rappresentanti di lista. Esclusi i nuovi diciottenni, cancellati dalle liste elettorali, ma allo stesso tempo sono presenti i cittadini che, per motivi “superiori” non ci sono più perché chiamati a miglior vita. E poi ci sono gli elettori che nel frattempo hanno cambiando residenza.

In bilico ci sono gli scranni dei deputati regionali in carica eletti nella provincia di Siracusa, che da giorni sono in campagna elettorale in un clima segnato da veleni e persino da ombre di voto di scambio, accusa questa mossa dal deputato cuperliano Bruno Marziano (Pd) nei confronti del governatore Rosario Crocetta che qualche settimana fa ha nominato in giunta come assessore Piergiorgio Gerratana, esponente dei “renziani” proprio di Rosolini.

La sfida è tra i siracusani che siedono già in Parlamento (che nei giorni scorsi hanno occupato l’Ars chiedendo le dimissioni del presidente Ardizzone) e i primi dei non eletti nelle rispettive liste, alcuni dei quali sfiorarono l’elezione per una manciata di voti. E ancora c’è da fare i conti con la legge elettorale, con la ripartizione su base provinciale dei voti, che potrebbe in teoria allargare il caos. Tra gli onorevoli, soprattutto quelli con lo scranno in bilico, sembra che sia chi ha già pronti i ricorsi post-voto.

LA SICILIA

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